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La meta

Nel lento declino del giorno che muore
il sole sfavilla tra gli alberi del ripido colle.

Fermo l'aratro che spacca la terra
dal camino, della casa lontana,
si leva un filo di fumo
avverto il tepore protetto dal tetto,
si mescola nell'aria
il profumo di pane che cuoce nel forno.

Scalpitano gli armenti
la stalla, il fieno gli aspetta
come aspetta la casa lontana.

Svelto, mi avvio
seguito dal tiro
prima che il buio nasconda il sentiero,
nel portico si accende la luce che guida
segno sicuro,
nella casa c'è chi aspetta.

La strada è segnata,
chiaro è il richiamo
stanco ma felice
raggiungo la meta.

 

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2 recensioni:

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  • Ivano Boceda il 01/04/2012 10:51
    L'ho riletta molte volte: incongrua, irreale. Tra le righe ritrovo il sapore dei libri di lettura delle "mie" elementari: L'aratro, gli armenti, il fumo e il comignolo della casa lontana, ma visibile e si sente il profumo del pane; 'Italia rurale dei primi del '900, quella raccontata da Giovannino Pascoli, che era, anche allora, solo un artificio retorico...
  • Andrea Pezzotta il 01/04/2012 10:47
    che bella, un bellissimo quadro, dove per raggiungere la sognata meta si nota anche la fatica, molto bella!

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