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Kalendula dormientis ad boscose - Alla bella addormentata

O tu Kalendula,
hirundinem marinae
quae mestis plantum
meis cordhe videri,
Quamvis regina,
in haec
ora, mare
castellum vides
suae ondae floror.

Pulchra, que dormes
giacilio flororis,
arcum videris oranges, foliae, flor
mira tui arcum
giubilium ondae floris
Castellum erget
in haec orlae mar.
Experia etiamquae tui somnium
parolae
giubilium cantum,
desirium amor...
O tu quae dormes,
nubilia
nubes velae,
sponsalo somnia primeris albor
zehiris in onda
fragrantia leviore,
chiomae suspicet
sui basium
Amor.

O tu Calendula,
qual rondine marina,
che mesta vedi
il pianto del mio cuor,
quale regina,
in quest'ora,
sulla riva
vedrai un castello
dall'onda, tra i fior.

Bella che dormi
su un letto di fiori,
un arco apparirà nell'aranceto
tra fronde e fiori,
con giubilo vedrai
il tuo castello sul mare.
La speranza aggiunga al sogno
il dono della parola.

O tu che dormi,
tra nuvole di sogno,
vedrai il tuo sposo,
come nell'alba
dei tuoi sogni...
Un vento di zefiro
carezzi le tue chiome...
Ti porterà il suo bacio.

 

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 02/05/2012 10:42
    Una romanticissima poesia che rievoca, con toni leggermente classicheggianti e davvero suggestivi, la fiaba della bella addormentata nel bosco. Un testo sognante, etereo e fortemente singolare, in cui l'autrice, con maestria poetica, dona voce a quell'eterno amore che, malgrado sia assopito, rende felice e beata, la fanciulla addormentata che aspetta il bacio del suo principe. Magnifica e piaciuta, dall'inizio alla fine. Complimenti!

1 commenti:


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