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Amara poesia

Non può esserci più amara poesia
nata dal mozzicone di un lapis a due punte.
Come il vetro di una sola anta
tagliato, ignora che l’altro si lamenta.
Quante parole ho scritto
guardando volti mai più del mio distorti
quando con una stella e una bottiglia
giù per strada scricchiolano
coperte di rugiada.
Nessuna anima e nessun mare bagna
i miei gusti passati ; contorni di progetti
giocati e persi in una grande bisca
basta una spugna, non sei nella lavagna.
Ora i vincenti colorano le tele,
gonfiano col mio vento grandi vele
e, sul perduto, del mio perduto tempo
come astici affilano le chele.
Cosi i miei petali, come in quella fiaba,
cadono ad uno ad uno
su questo strano scranno.
Cosa possono fare? cosa faranno?
Io vedo solo queste macchie rosse
e vedo scavate fosse che attendono carogne,
dai volti e culi che sembrano zampogne.

 

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5 commenti:

  • augusto villa il 24/07/2014 19:54
    Amara... ma bella e ben scritta... Arriva al cuore... l/intensita delle immagini che proponi... Complimenti!
  • Dorian Gray il 23/09/2007 19:01
    Amara...
  • ROSSELLA ************ il 21/06/2007 21:12
    bravo
  • lory giacobbe il 19/06/2007 10:20
    Hei! coetaneo, perche' questa amara poesia?È primavera... Comunque bella. Ciao
  • sara rota il 18/06/2007 15:21
    Abbastanza cruda come poesia, ma ben scritta, soprattutto il finale.

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