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Crux

Ho sentito il tuo lamento
farsi strada nel mio intimo silenzio

Sconosciuto nome
risuoni nel vento
dell'indaffarata indifferenza
tra le risa del caos
ho udito il tuo pianto

Tra le torbide acque di gesso
la tua ho visto scorrere
e placido assente groviglio di massa
ho visto contenerti e inghiottirti nel suo gorgo

So che esiste il tuo polpastrello
la tua ciocca umida e ondulata
e come in un sogno indecifrabile
una nebbia scura mi avvolge
e non riesco a raggiungere il tuo volto

Ma sento d'amarti profondamente
poiché il mio stomaco scricchiola
come osso rotto
e duole fino alla gola
come un morso


Si perde la mia volontà recisa
da vincoli catastrofici e promettenti
da seduzioni al futile e al forviante

La croce che tu porti è assai dolente
perché comprenda il tuo piede
la profondità del peso come un mondo
per questo veglio sulla pietra
finché il sonno non mi prenda e la stanchezza
finché al risveglio non ti veda
bianco e immacolato
tornare al mio sorriso e alla vita

 

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6 commenti:

  • laura cuppone il 16/04/2012 18:27
    Grazie a tutti... di cuore

    Laura
  • augusto villa il 15/04/2012 23:00
    Immagini forti, intensità di sentimento, fede... e il tuo bel poetare fa sì... che adesso finisce nei preferiti... Ciao!!!
    ----------------
  • Salvatore Maucieri il 10/04/2012 21:59
    Piacevolissimo intreccio di parole. Versi che catturano durante la lettura. Complimenti. Ciaooooooooooo
  • Vincenzo Capitanucci il 10/04/2012 12:49
    Meravigliosa Laura...

    ... La croce che tu porti è assai dolente
    perché comprenda il tuo piede
    la profondità del peso come un mondo
    per questo veglio sulla pietra...
  • Anonimo il 10/04/2012 12:41
    La sensibilita' che descrivi e' una carezza per l'anima... Una poesia delicatamente perfetta che come le altre richiede un bel respiro profondo per godersi il risuonare delle parole... Dentro, in fondo nel profondo più' intimo.
  • Rossana Russo il 10/04/2012 12:01
    Piaciutissima complimenti

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