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Povero, ricco o ministro d'altare

Se l'ambizione ottenebra la mente
così che ritrovandosi l'umano
sognante, s'insegue vanamente.

Vorrebbe avere tutto nella mano
vive anelando a potenza ed onore
e ciò, dormendo, si canta lo strano
sempre più illudendosi nell'ore
e ben cantando con voce squillante
travolto dall'effetto dell'umore.

Soldi e potere son migliore amante
della sua vita che non può capire;
l'intorno bruciandosi all'istante
così nell'intento ben riuscire
sognante, canta pure a voce muta
senza capire che imposto é l'agire.

Devastante é più della cicuta
il fare male e provocare dolo
e per l'agir con lingua biforcuta:
l'illusione lo rimette in volo
convinto che sta ben guadagnando
ma sopprimendo si va lì da solo.

Con la sua vita che si sta giocando
non distingue ciò che va inseguendo;
nell'acque tempestose ora nuotando
senza capire quanto sta soffrendo
con l'ambizione ad imporgli l'agire:
così che anche i fratelli va colpendo.

Se avesse lui potuto lì capire
distoglierebbe sguardo alla stoltezza
e se visto si fosse in quel patire
abbandonato avrebbe la scaltrezza;
soltanto danni potrà fare ormai
dall'imporre egoismo per grandezza.

Soldi e potere non basteranno mai
e condannarlo più non me la sento
é il maledetto che provoca i guai
dell'agir che apporterà sgomento;
colpa all'umano non gli posso dare
ma ripararmi voglio ora dal vento.

Gl'idoli ci vuol fare apprezzare
il perfido e mal conquistatore
e se gli riesce l'uomo a controllare
se la canta pure a buon tenore

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3 commenti:

  • Anonimo il 22/05/2013 17:54
    Molto lunga la tua poesia, ma è valsa la pena di leggerla per il contenuto molto interessante e condiviso.
    Ottima, bravo Antonio.
  • loretta margherita citarei il 10/04/2012 20:26
    profonda apprezzatissima
  • Alessandro il 10/04/2012 17:16
    La mente ottenebrata dal desiderio di potere, a scapito della ricchezza interiore. Il debole si fa forte dell'ignoranza propria e altrui, salendo al dominio attraverso inganni e violenze. Ottima

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