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Catene

Vedendomi così m'opprimo
di più non scrivere come sapevo
la penna inerte e dura tra le dita
m'affanna e mi sconsola.
Il suo graffio, aspro e soave
un tempo inebriando m'angustiava
ora poche righe bastano
e penso allora.
Per le strade andavo, e non sapevo
del destino poi che t'aspetta
la vita che allora era mia
corta e solitaria appariva
al mondo non pensavo
scrivevo, e mi consumavo.
Io spero che tu non sappia
quanto di quello ancora è mio
il ricordo incalza
e s'oscura la mente.
Vivo una vita che non s'addice
a chi ligio appare e non comprende
che un uomo è altra cosa
in questa fogna quotidiana.
Spezzare le catene che ci inchiodano
lascia segni sulla carne
Ma occorre,
e fatto sia.

 

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7 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • Anonimo il 13/09/2013 21:25
    apprezzata.. complimenti
  • Anonimo il 20/04/2012 15:33
    mi piace1 Affronti molti temi, li accenni... quello che più preferisco è il binomio vita-scrittura, che a volte, l'una esclude l'altra e viceversa..
  • Anonimo il 11/04/2012 09:56
    splendida poesia complimenti

7 commenti:

  • tylith il 26/04/2012 14:42
    "Catene" provo a scioglierle per scorgere anche il tuo volto, quello vero, quello più profondo ed appare un poeta che non ha paure, che sfida prima di tutto se stesso!
  • loretta margherita citarei il 11/04/2012 20:43
    bellissima compliementi
  • Alessandro il 11/04/2012 19:15
    Le catene di una vita che non si addice a noi, e quanto vorremmo spezzarle. Piaciuta
  • mauri huis il 11/04/2012 12:09
    Molto bella, non so cos'altro dire.
  • roberto caterina il 11/04/2012 09:34
    Catene...è un tema abbastanza sentito nell'immaginario poetico e non solo.. a volte siamo noi stessi a crearle ed è poi difficile toglierle, ma, come dici, bisogna farlo..
  • Anonimo il 11/04/2012 08:27
    Lo scrivere " consolatore " che a volte sembra anch'esso lontano... Invece eccolo Edmont;intimo, alla grande e di te scrivi. Si scorge lo stesso uomo che allora come ora vive provando a spezzare catene che più nascoste sono più dolorosamente stringono. Molto sentita!
  • mariateresa morry il 11/04/2012 07:44
    Molto bella questa tua, in uno stile rigoroso, direi severo, che nulla concede alla immaginazione ( non è detto che la poesia debba essere sogno). Anelito di libertà alla fine, pur sapendo che v'è un costo..." Ma occorre, e fatto sia". Anche a me capita di sentire talvolta la penna estranea tra le dita e fa soffrire i'impotenza inespressa dello scrivere... Bravo!

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