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Si muore davvero

Si muore davvero
checché se ne dica:
si muore in questa vita
e non ce ne sarà un'altra
inutile sperarci.
Ma poi perché sperare?
Cos'è quest'altra vita
d'eterna beatitudine
o eterna dannazione
che varie religioni
promettono?
È possibile?
È desiderabile?
Non credo.
Non credo perché
non può esserci
posto per tutti.
Non credo perché
già in assenza
di gioia e sofferenza
questa vita è infinita
e noiosa.
Non credo perché
senza sogni o bisogni
questa vita
di per sé già improbabile
diventa invivibile!
Si muore davvero
anche se c'è un dio
si muore anche
se ce n'è mille.
Si muore perché siamo scintille
accese per altrui volere
a volte
e dal caso comunque
ma sempre obbligate
ad esaurirsi.
Si muore anche
se c'è un rimpianto
un rimorso
anche se alla vita
si è dato solo un morso
anche se non se ne è
dato alcuno:
si muore e si torna
ad esser nessuno.
Dov'è il brutto
dov'è lo scandalo?
A cosa servirebbe
vivere ancora

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1 recensioni:

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  • senzamaninbicicletta il 11/04/2012 14:33
    guarda maurizio io riesco a trovarla anche ironica e divertente specie in "Non credo perché non può esserci posto per tutti": in tutti i casi non "saremo" in molti ad esser così buoni da meritarci il paradiso e c'è da preoccuparsi dei posti in piedi all'inferno. Nel complesso assai gradevole il linguaggio e lo stile con cui tracci i versi. Non annoia affatto questa riflessione "religiosa". Chi non crede alla vita dopo la morte HA la speranza di non ritrovar niente di quanto lasciato qui nell'aldilà poiché non credo che nella tomba di chiunque ci sia posto per qualcosa di buono da portarsi dietro (come i faraoni). Lo scandalo con cui chiudi la poesia sta nel propinare l'invenzione dantesca come assunto celeste ed indiscutibile di cui la chiesa ne fa merce di scambio (la promessa del paradiso con la minaccia dell'inferno). Bella, bravo Maurizio, ciao

15 commenti:

  • annamaria gabutto il 21/04/2012 20:41
    Mi spiace Mauri che tu sia così negativo a riguardo di questo argomento, io penso che spesso noi ci attacchiamo troppo alle cose materiali, e in certi casi credo che la morte sia anche un sollievo, bisognerebbe accettare il fatto che non siamo nulla e che nulla ci è dovuto. Certo fa rabbia quando la morte è violenta, improvvisa o prematura, ma questa è la vita, e se tutti fossimo meno egoisti forse quel poco si vivrebbe meglio.
  • vincent corbo il 18/04/2012 12:55
    Al di là del testo che mi piace molto, io credo che oltre la morte ci sia "qualcosa", è talmente profondo il mistero che avvolge il creato che non è possibile escludere nulla a priori.
  • loretta margherita citarei il 11/04/2012 20:58
    molto apprezzata complimenti, bel poemetto
  • Gianni Spadavecchia il 11/04/2012 20:20
    Ottima poesia, tre, quattro, cinque o più pagine poco importanto paragonate alla vita. Il contenuto è a dir poco eccezionale, ben scritto e pensato. Una riflessione che mette tutti a pensare che la vita è ciò che è stato scritto, siamo noi a scegliere cosa farne, ma bisogna morire. Ottima!
  • Alessandro il 11/04/2012 19:34
    Paura della morte? Inevitabile. Ma tra i due estremi, ovvero credere che tutto finisca lì o abbandonarsi alle risibili promesse delle religioni organizzate, io scelgo la via di mezzo e dico: non siamo in grado di sondare l'ignoto, quel che sarà, sarà. Apprezzata
  • mauri huis il 11/04/2012 15:20
    Grazie per l'attenzione e per i commenti. Una sola precisazione mi sento di fare, riguardo ciò che dice Edmond circa la paura di morire. Secondo me in primis è istinto di conservazione, in finis riflesso dell'infinito "condizionamento" che si riceve in merito. E rimpianto per ciò che non si è potuto, e non si potrà, fare. Per i credenti ovviamente il discorso non è diverso, solo che loro lo credono, quindi sono certamente di opinione diversa. Ma una vita basta e avanza, per me, perchè neanche con mille riuscirei a provare tutto ciò di cui sono curioso.
  • mariateresa morry il 11/04/2012 15:07
    Ma nemmeno io che pur credo al " dopo ", caro Senza, mi auguro di trovare dall'altra parte alcunchè di quanto esiste ora qua.. sarà tutto diverso, molto diverso.. per fortuna... il mondo reale attuale è destinato alla polvere.
  • senzamaninbicicletta il 11/04/2012 14:41
    mi accorgo che la poesia è su tre pagine ed io ho letto solo la prima, non fa niente, confermo e rafforzo quanto espresso nella recensione precedente. Ancor più bravo Maurizio
  • Anonimo il 11/04/2012 14:20
    Anonimo ma non per scelta. Il commento precedente è di Edmond Dantes
  • Anonimo il 11/04/2012 14:19
    Hai ragione, si muore davvero. La morte è parte stessa della vita, è il suo atto conclusivo. In altre parole, la vita si compie con la morte. Altro discorso è sapere cos'è che muore. Se l'uomo fosse solo carne ed ossa, non avremmo paura della morte. Una macchina, seppure biologica, non ha paura dell'interruttore "on-off". Se l'uomo fosse solo un'insieme di atomi, non faremmo distinzione tra contenuto e contenitore. Tra il cadavere e il suo possessore. Qualcosa rimane, ma non sappiamo cos'è. L'enorme vuoto causato da tale ignoranza è stato occupato, quasi per una sorta di "Horror Vacui" da tutte le nostre domande e dalle relative risposte. E noi, come in una sorta di self service, a scegliere.
    Ottimo spunto di riflessione.
  • mariateresa morry il 11/04/2012 13:57
    Come chi non crede in una vita oltre la morte, ha il diritto di dirlo, pari diritto invece a chi lo crede e riemoie di speranza l'animo suo. Chi non crede assolutamente in nulla, speranza non ha. Non solo, ma dalla poesia in oggetto emerge un pessimismo totale sull'uomo e sulla sua condizione. Dire alla fine : una vita basta ed avanza, perchè c'è da averne piene le tasche anche solo di questa come essa è, per quanto ci dona e quanto ci toglie. Ciò posto il testo è molto saldo, ben scritto e si sente che proviene da un'idea immediata, coltivata e spontanea. Una specie di testamento spirituale del nostro Mau
  • Ivano Boceda il 11/04/2012 13:37
    Lo "scandalo" è doverlo ribadire quasi che la natura fosse uno "stupido scherzo" e non sancisse una morte "vera" col suo sigillo, condizione, tra l'altro, indispensabile e irrinunciabile dell'esistenza della vita. Condivido interamente il messaggio...
  • Vilma il 11/04/2012 13:17
    Si dovrebbe vivere intensamente attimo per attimo, perchè dopo... chi lo sà. Spesso non si può per vari motivi, non si riesce...
    Bei versi che invitano alla riflession.
  • karen tognini il 11/04/2012 12:47
    Bellissima Mauri... sicuramente chi ha fede vede oltre questa vita... ma anch'io che nel dubbio ci sguazzo, ti posso solo dire che
    si la vita è un dono prezioso... da assaporare attimo per attimo... fino in fondo al nostro destino... si morira' una volta sola...
  • stella luce il 11/04/2012 12:41
    Ottimi versi... il concetto che tratti meriterebbe un commento troppo lungo... mi sento solo di dire che come tu scrivi, tutti moriremo questo è certo, tra le braccia di un Dio o tra la culla del nulla, ma la vita ha un suo inizio ed una sua fine almeno qui su questa terra... e siccome credo noi siamo esseri di passaggio, dovremmo certo molto più spesso ricordare che la data di nascita è certa e la festeggiamo ogni anno ma l'anniversario della nostra morte non ci è dato saperlo e magari è proprio dietro all'angolo che ci sta aspettando... dunque non andrebbero sprecati attimi di vita...