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Parlar di te

dall'alto culli il mare
perso in mezzo alle colline
respiri il vento
d'inverno indossi spesso
uno scialle bianco
seduto sulla soglia ad aspettare
guardi passare il tempo
curvo sui tuoi passi raccogli ricordi
tra le erbe dei campi a primavera
ti vesti di cielo
e dietro ogni curva il tuo mistero
le primule che hanno rifiorito
le viole la quercia austera
mi offri un'aria limpida da bere
alla tua tavola il posto migliore
sussurrano le colline quando
scende la sera e le case piccole
si fanno più vicine
d'autunno ubriaco di colori
orti incolti passi smarriti
fiori appassiti
non mi hai mai perdonata quando
me ne sono andata via
mi hai regalato la nostalgia
tornerai e ricorderai
quella casa aperta in cima alla
collina
qui si torna sempre
oggi indossi un passato
un presente assente
ed un futuro assonnato
quando la campana
triste scende al piano
mi allontano
i cipressi davanti al cimitero
dal sole illuminato
riposano in silenzio i miei ricordi
un nido vuoto
paese mio d'infanzia
abbandonato

 

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8 commenti     4 recensioni    

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4 recensioni:

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  • Anonimo il 12/08/2013 04:48
    apprezzata... complimenti..
  • Auro Lezzi il 12/04/2012 17:24
    Oggi noto con grande gioia che anche Laura C'è.
  • VINCENZO ROCCIOLO il 12/04/2012 12:01
    Mi è piaciuta davvero tanto, Laura. Il contenuto è nostalgico e pieno di ricordi e di immagini davvero molto efficaci. Ho un solo problema, a ma forse è una mia pecca: faccio fatica a leggere poesie senza punteggiatura come la tua, perché mi piacciono i ritmi cadenzati scanditi da pause e improvvise accelerazioni, ma indubbiamente questa tua poesia è molto molto bella. Complimenti!!!
  • Rocco Michele LETTINI il 12/04/2012 11:30
    Una primizia vestita di antico e di nostalgico... Hai preso un mio verbo... il commuvere... LAURA

8 commenti:

  • matteo il 28/12/2012 18:55
    Il rimorso, il rimorso, e la morte, i cipressi, la morte di una parte di te, non male
  • Simone Scienza il 12/04/2012 22:47
    Concordo, le persone come te colorano il proprio sangue coi ricordi, facendolo ribollire a ogni battito col sole che porti dentro. L'amore intenso ci rende in buona sostanza viaggiatori del tempo e tu lo fai abitualmente!
  • Anonimo il 12/04/2012 20:39
    Non è mai un nido vuoto quando ancora, in qualche modo, i ricordi sono capaci di ispirare una poesia come questa... se riempie me e, non sono ricordi miei, quel vuoto che credi ti appartenga, in realtà non lo è affatto. Tu non sei capace di abbandonare e quindi svuotare e nulla potrà abbandonerti e svuotarti!
  • Alessandro il 12/04/2012 17:14
    Avrei aggiunto un po' di punteggiatura, ma è comunque molto valida. Impressioni nostalgiche dai contorni naturalistici.
  • loretta margherita citarei il 12/04/2012 16:48
    MOLTO BELLA COMPLIMENTI LAURA
  • antonio pascarella il 12/04/2012 15:24
    veramente una poesia da sogno
  • Anonimo il 12/04/2012 13:49
    ... non si abbandona mai nulla quando il ricordo e la nostalgia fanno scrivere versi così belli e il tuo paesino è qui, fotografato.
    Per Vincenzo mi permetto: è la suddivisione dei versi stessi a scandire le pause, non sempre sento il bisogno di punteggiature, come in questa poesia: è solo un mio parere che non ha nulla ma proprio nulla di didascalico.
  • roberto caterina il 12/04/2012 11:40
    È un ricordo molto bello e commuovente...

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