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Il figlio mancato

Ho perso la fiducia
insieme all'allegria,
è stato ieri il mio giorno migliore,
s'è smarrita nel traffico
la mia ora di gloria.

La felicità è una misera cosa,
roba d'un istante,
il dolore è freddo e preciso,
sa meglio di me
cosa vuol dire fare compagnia.

Silenzio che dura cent'anni,
mentre il braccio buono si ribella;
pretende un sogno robusto,
una bella stella,
lucente sopra l'ipocrisia.

Se rimango muto
non è per volgare ritrosìa,
vorrei sfondare i portoni,
ma poi prevale sempre l'immobile ardore,
sono il dio degli indecisi,
il figlio mancato dell'epoca mia.

Il tempo che mi manca
l'ho già scordato,
proprio ieri dipinsi il futuro,
e senza pensare alle conseguenze
mi cancellai le dita dei piedi.

Viva il destino,
tanto io non ci credo.

 

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8 commenti:

  • Maria Rosa Cugudda il 17/04/2012 21:41
    profonda e valida lirica, apprezzata!
  • Anonimo il 13/04/2012 21:41
    Interessante poesia, con al centro un triste filosofema comune a tanti figli mancati del nostro tempo.. Scritta bene, ben bravo Salvatore!
  • loretta margherita citarei il 13/04/2012 20:24
    molto bella profonda poesia, bravo, salva
  • Anonimo il 13/04/2012 19:46
    ... immobile ardore... come stella! Ma noi siamo una stirpe maledetta per quell'eterna indecisione che pulsa più regolare di un cuore, più regolare di un'emozione...
    I tuoi versi carichi di amarezza, delusione, rabbia, impotenza, dolore travolgono e stringono il cuore in una morsa che non lascia speranza... ma è quì, in questo fondo di abisso, in questo raschiare nella disperazione che si ricomincia e già lo stai dimostrando con questa poesia che, al di là delle apparenze, gridano no alla resa! tvb!!!
  • Alessandro il 13/04/2012 19:22
    Un grigiore che sorge e spazza via ogni allegria. Chiusa lapidaria che rappresenta un picco di provocatoria disillusione. Ottima
  • Simone Scienza il 13/04/2012 17:09
    la felicità pretende è vero, il dolore invece è gratuito, ma non essere ansioso di dipingere il futuro, fruga le tue tasche arriveranno nuovi colori fra cui scegliere, in quanto al pennello, per sfruttato e indurito che sia... usa sempre il cuore!
    Ciao Salva
  • Barbara Scarinci il 13/04/2012 16:10
    chissà perchè ma è la verità la felicità è una cattiva compagna di viaggio, ci abbandona presto, il dolore al contrario anche se ospite indesiderato resta lì, vicino, a ricordarti le tue sofferenze. Bella e apprezzata
  • laura marchetti il 13/04/2012 14:30
    IO CHE HO PAURA DI NUOTARE RESTO SEMPRE IN SUPERFICIE... SU AMICO MIO SEI UN MARE... PROFONDA POESIA

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