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Alla fine del sogno

Florence
dal fast food di Mel
ubriaca persa ed invecchiata
ora lavorava da mc donald

uno scatolone di libri
raccontava storie mai ascoltate
attraverso il miagolio
d'una gatta grigia e schiva
che s'offriva solo
alla prima carezza
e che sopra vi dimorava

sentii il calore di mio fratello
come una sorpresa
sulla panchina dell'eterna giovinezza
e m'apparvero puerili desideri

sul ponte in ferro carico di gente
una bandiera sventolava
coi colori della libertà

e quando poi
verso le nove mi son svegliato
ci stavi anche tu che
- dall'uscita -
eri entrata nel mio sogno

 

l'autore senzamaninbicicletta ha riportato queste note sull'opera

questa non è proprio una poesia anzi se lo fosse non sarebbe nemmeno un gran ché... c'è bisogno di una spiegazione che posterò sotto la poesia tra i commenti


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6 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Sergio Basciu il 08/04/2014 08:00
    Molto bella... intrigante, suggestiva, sembrano versi dei poeti della generazione beat (Keruac, Gregory Corso etc) ... apprezzatissima, ... mi piace.. ciao
  • Anonimo il 28/07/2013 17:08
    Splendida.. complimenti

6 commenti:

  • Anonimo il 17/04/2012 00:25
    Ci vorrebbe Freud per decifrarlo. Curioso comunque. ***** Franco
  • loretta zoppi il 16/04/2012 23:11
    semplicemente deliziosa!!! anche senza spiegazioni. Mi complimento.
  • Anonimo il 16/04/2012 16:33
    bellissima mani... tra sogno e realtà... hai fatto bene a trascriverlo...
  • Teresa Tripodi il 15/04/2012 12:14
    i sogno è di docezza infinita e raccontato... la chiusa é poesia sembra piú magica del sogno... mi piace e pure parecchio
  • karen tognini il 15/04/2012 12:11
    Semplicemente splendida... dove cadono i sogni le emozioni si accendono... ecco vedi... cosi' ho scritto un aforisma...
  • senzamaninbicicletta il 15/04/2012 11:40
    Florence e Mel sono i due personaggi del telefilm "Alice" degli anni '70.

    Questa non è esattamente ua poesia poiché è più precisamente il racconto di un bellissimo sogno fatto stanotte e che non vorrei dimenticare. Perciò l'ho trasposto in versi, ma senza nessuna velleità poetica, per conservarlo. La chiusa, il risveglio, invece è reale.

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