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Le rime del "day after" (episodio 1)

Se avessi avuto, in quel tempo lontano,
La facilità che ho ora di mano
Avrebbero tremato, tremato tutti,
correndo per i borghi distrutti.
Era il tempo che cominciava la guerra
che avrebbe tormentato questa nuda terra
fino al cuore, preso stremato e perso
e cambiato, della vita di tutti, il verso.
Fu una guerra fatta di funghi
senza cavalieri, ne tempi lunghi:
morte atomica, questione di un secondo
lasciando pochi fantasmi sperduti pel mondo.
Fui uno di loro: la chiamai fortuna,
quella sera che vidi di nuovo la luna:
dopo mesi di buio e freddo d’inverno
dopo mesi in cui vivere era inferno.
Qualcosa era finito, altro andava a cominciare
non so dire se era meglio crepare
o vedere la guerra di quelli rimasti
a scannarsi per il diritto ai pasti.
Fu difficile anche solo incontrarsi
attraverso quei campi morti e riarsi.
Molto pochi eravamo in quei nuovi spazi
dove non c’erano più confini ne dazi.
Fu lì, che bambino, imparai a guerreggiare
trovai una spada e una pistola per armare
la mia figura di orfano bambino
per vivere ancora, fino a lenzuola di lino,
che accogliessero il corpo di guerriero adulto
se avessi passato del tempo il tumulto.
Conobbi la mia spada tra le macerie
sembrava fatta a mano, niente serie.
Sembrava mi chiamasse: non è vero,
fu solo un caso ad esser sincero.
Passai un anno a spadar conigli
e a sbrecciar cortecce di tigli
per conoscerla bene sentirne il peso
mutarla in baluardo di me indifeso.
Poi vennero i lupi sotto la spada
poi venne il primo uomo di contrada.
Fu li che conobbi la mia pistola tonante
la portava in cinta, una fra tante.
Lo uccisi perché voleva il mio
e non aspettai il giudizio di dio.
Presi una pistola, la più sublime,
la presi come rosa trapunta di spine.
Rincorrer galline e guizzi di conigli
allenavo la mira sui rami dei tigli.
Divenni ‘bimbo’, per la gente comune
quei pochi fantasmi che salvaron le piume.
Bimbo, mi chiamano ancora adesso
che posseggo vent’anni, e non piango spesso.

 

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1 recensioni:

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  • Raffaele Arena il 07/01/2012 23:41
    Visione apocalittica che mi ricorda un po' certi film americani. Invece vorrei segnalarti "The day after" un vecchio film in cartoni animati dove si racconta il prima, dopo e durante il disastro dell'atomica di Nagasaky e Hiroshima: comunque succedesse, ed è già successo recentemente però per motivi civili, e sempre orrore è, vedi chernobyl o Fukushima, una tragedia del genere fa si che l'umanità rimane. Non lo vedo un day after come un wester. Spero sia un day after di solidarietà e presa di coscenza.

1 commenti:

  • michela zanarella il 01/06/2009 11:50
    un'opera alquanto "original".. un po' lunghina da leggere, però interessante come ti proponi...

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