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Cara viaggio nella bellezza dell'altrove

Lacerando
il seno del mistero

con labbra di sole

si risvegliano
i colori del cielo intorpiditi dall'assenza di luce

l'alba tratteggia
nell'aria seducenti paesaggi

d'affreschi giocanti nella prospettica dolcezza d'acque pure di spensierata giovinezza

i miei occhi messi in scena dal teatro della vita
sorridono di mare

di vedersi ancora diluiti allungati nelle onde di un nuovo giorno

in ogni cosa ricompare
il Tuo volto in energia travolgente

sa
di casa
di scialuppa di salvataggio attorniata dal canto in salsedine di meravigliose sirene

di un visivo passo in transito migratorio generato fra residui di neve posati dalle montagne su petali di fiore

e un primaverile ingigantito calice stellare

bruciante nella notte
l'albergo ospitante il porto del mio corpo mancino

mordace albero in fiocchi di spuma incendiato dal via vai di cristalli in camere oscure

magiche lanterne

affacciate su rosseggianti supporti luminosi in tele capovolte sviluppate nella sublime lente dell'altrove

 

l'autore Vincenzo Capitanucci ha riportato queste note sull'opera

Pensando un po' anche al Caravaggio... ed ad alcuni personaggi dei Suoi quadri che sembrano... mancini... perBacco... ho una Golia in bocca... lol...


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5 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • cristiano comelli il 17/04/2012 21:19
    Venire a farti visita per me è sempre un preziosissimo balsamo di cui desidero far dono alla mia anima in ricerca. Come di consueto, metti in campo tanti concetti molto suggestivi e seducenti ed è impossibile davvero condensare la pregnanza di quanto scrivi in poche battute. Mi piace molto l'idea di lacerare il seno del mistero per risvegliare i colori dell'assenza, mi dà la sensazione di una ricerca che compiamo con la nostra amorevole curiosità verso tutto quanto profuma di inesprimibile ma al contempo di desiderio di farsi esprimere da noi; l'inesprimibile è una sfida al nostro desiderio di esprimerlo, dobbiamo sempre raccoglierla e, possibilmente, vincerla, pur consapevoli dei limiti che ci portiamo appresso. Bello anche quel volto che ricompare in energia travolgente, può essere quello di una donna ma anche quello di Dio che ricompare sempre quando meno ce lo attendiamo, consumati dalle nostre quotidiane frustrazioni. Bello pensarci anche come magiche lanterne affacciate su rosseggianti porti luminosi; è il nopstro apporto di creatività o comunque di sensibilità che illumina il porto in cui sono parcheggiate le navi dei varii argomenti che aattendono di poter essere sospinti dal vento della nostra curiosità in mare aperto. Bravo Vincenzo, dieci con lode come di consueto.
  • roberto caterina il 17/04/2012 09:24
    Colori diluiti, più impressionisti che caravaggeschi, in cerca di una salutare e primaverile scialuppa di salvataggio al riparo da camere troppo oscure...

5 commenti:

  • Don Pompeo Mongiello il 17/04/2012 14:53
    Un laudo dovuto e sincero per questa tua eccezionale davvero!
  • Rocco Michele LETTINI il 17/04/2012 10:12
    ECCEZIONALE COME LIRICA... LODOVELO COME DEDICA... VINCENZO
  • Anonimo il 17/04/2012 09:22
    La tua poesia sarebbe molto piaciuta a Michelangelo Merisi per la forma chiaroscurale e per il contenuto, oltre il contenuto, ma profondamente legato alla realtà, così come lo erano i suoi personaggi, le sue opere.
    Come la sua arte, anche la tua è teatrale, d'avanguardia, ma vera. E come tale dà fastidio, come dava fastidio la sua arte a quei tempi. Ma così va la vita d'un altro pianeta, quando si vive in questo pianeta!
    Bravissimo Vincé.
  • karen tognini il 17/04/2012 09:18
    Mamma Vince che poesia meravigliosa.. sara' che amo Caravaggio e il tuo gran poetare, hai scritto oggi l'ennesimo capolavoro... i miei occhi messi in scena dal teatro della vita
    sorridono di mare

    di vedersi ancora diluiti allungati nelle onde di un nuovo giorno

    e sara' un nuovo giorno... di rinascita...
  • senzamaninbicicletta il 17/04/2012 08:32
    estremamente surreale questa dedica e anche molto bella

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