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Testamento di un imprenditore

Come le mani di uno scultore
il mio cervello.
Come le mani di uno scultore
che non può più scolpire
per libera scelta obbligata
non ancora pentita.
Istinto d'artista il mio
che da molto tempo non crea
e ha perso tono e smalto
e fede nell'idea.
Ma l'interesse
non si può obbligare:
com'ero messo (e ancora sono)
non potevo e non voglio
più lavorare.
Al diavolo tutti
e in culo dignità e altre balle
se il merito e l'arte
e la moralità
non mi danno parte
troverò un altro modo
per chiudere l'attività.
A chi mi vuol bene
e su di me conta
non chiedo scusa
ma comprensione:
continui lui, se può, quella corsa
che a me è costata sconfitta
ed umiliazione.

 

l'autore mauri huis ha riportato queste note sull'opera

Sfogo personale ma allargabile a chissà quante altre persone mai come in questo momento impedite e sottostimate.


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9 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • senzamaninbicicletta il 18/04/2012 16:11
    molto amara. una constatazione attuale che purtroppo è politica e non solo: etica, morale, umana... e giustamente la poni come testamento (anche se spero solo retorico)a firma di una protesta contro questo delirio cannibale che si sfama della sua stessa fame e non trova alcuna soluzione se non il continuo precipitare promosso da una classe dirigente troppo impegnata negli affari proprio che verso quelli dello stato. Si lo so, e demagogia retorica, ma il detto "piove governo ladro" vecchio di mille anni resiste ancora ed è più attuale che mai. L'imprenditore, quello del testamento, è un uomo che patisce come il lavoratore e la stanchezza è sorella d'entrambi in uno stato sociale molto poco sociale. Poi c'è il malaffare che non fa testamento perché sembra che sia immortale e sempre colluso coi panni sporchi. Si, mi sono dilungato in questo commento/comizio, ma era troppo facile e prevedibile ricevere una risposta di questo tipo alla tua poesia. Magistrale e discreto l'uso delle rime che carezza verso dopo verso senza appesantirne alcuno. Ho apprezzato molto lo scritto e lo stile. Mi piace molto. Ciao Mauri'
  • Giuseppina Iannello il 18/04/2012 10:21
    Encomiabile la Tua voce che crede nel proprio testamento. Esprimo il mio personale parere. Dici bene: gli onesti imprenditori, sono stati violati nella propria libertà di esprimersi. Alla nostra economia è stato arrecato un grave danno, ma a mio parere, non dalle persone in corsa, ma da quelle che rimanendo ferme sul dogma: "Proteggo la mia incolumità e opportunismo", hanno costretto gli onesti imprenditori a quell'ultima fermata. Non ci perdiamo d'animo. Il nostro Pontefice, Benedetto XVI, ci ha già informati: "Saranno i poeti a salvare le nazioni."
  • Rocco Michele LETTINI il 18/04/2012 10:17
    IL TUO CUORE APERTO... PARLA DELUSO... DELLA QUOTIDIANITA' RECISA...
    E NON SOLO...
    MAURIHUIS

9 commenti:

  • Teresa Tripodi il 20/04/2012 18:26
    io credo che un impreditore non dovrebbe fare testamento ora come ora ma cominciare a prendere a testate... mi fermo se no sbotto... condivido mi piace e soprattutto mi piacciono le immagini che hai usato in maniera magistrale Bravo
  • stella luce il 18/04/2012 22:29
    ... mollare per non sottostare al solo interesse... beato chi lo può fare, ma in quanti sentono loro questo testamento ma non possono lasciare il loro posto di lavoro e restano così schiaccitti senza potere svolgere quello che è il loro vero essere... versi che come hai annotato possono valere per molte persone... bravo come sempre
  • gina il 18/04/2012 19:13
    Vedo ovunque brave persone che chiedono solo di lavorare, di guadagnarsi un futuro con le loro mani, impossibilitati a farlo. Troppe leggi, troppe tasse, troppa burocrazia. Che rabbia...
  • denny red. il 18/04/2012 16:55
    Ci vorrebbe un mare..
    Bravo Ben Scritta!
  • Anonimo il 18/04/2012 13:38
    Comprendo e condivido il tuo sfogo. Un modo ci sarebbe per chiudere tutti in bellezza la nostra attività; quello di chiudere, come giustamente meritano, l'attività a questa banda di ladri, ipocriti e papponi.
    Ma per far questo non servono l'arte né la poesia, ma la concretezza.
  • Anna Rossi il 18/04/2012 12:51
    non verranno i poeti a salvare le nazioni. dovremo, prima o poi, incazzarci e darci da fare noi, il popolo bue. costi quel che costi. caro mauri, hai alzato il velo su una situazione tragica che si riflette in tutti gli strati sociali. basta leggere cosa hanno combinato, governo e parlamento, alla nazione ieri, mi pare, con l'approvazione del pareggio di bilancio.. hanno decretato la fine dello stato italiano.. ma nessuno ne parla. sono incazzata nera, nera. ma di brutto! mi piace quando la poesia diventa denuncia sociale, svolgendo un ruolo politico per risveglio delle addormentate, nostre, coscienze. un caro saluto. complimenti.. non sei mai banale, scontato, omologato..
  • mauri huis il 18/04/2012 12:02
    Per Giuseppina: io non credo nel mio "testamento" e non ne faccio una questione politica. Ma una pura constatazione: così va il mondo da un pezzo ormai. Ma anche chi, come dici tu, è in corsa adesso non è esente da colpe. Anche gravi. Non credo nemmeno che saranno i poeti a salvare le nazioni, mi spiace. Grazie a tutti per l'attenzione.
  • loretta margherita citarei il 18/04/2012 09:59
    la crisi devasta tutti, apprezzata
  • karen tognini il 18/04/2012 09:32
    C'è tanta delusione ... consapevolezza di un momento poco felice!!!!... ti auguro una rinascita...

    Bravo!!!

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