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Deformazione mentale della realtà

Eccomi lì, nell'oscuro corridoio cammino fra due pareti tremanti
stordito da una pioggia incessante di sassi
l'uno dopo l'altro mi devastano il volto, mi squarciano la nuca

Eppure non riesco a mollare, i miei passi camminano da soli
le orecchie mi fanno male, un fischio che non conosce il silenzio
stride nella mia testa.. ed io urlo cercando di farlo smettere

Sento l'angoscia che mi attanaglia, picchio le pareti, gli occhi straripano di lacrime
ma i bastardi non la smettono, sento il sangue sui piedi,
mi parla la lingua della solitudine... mi sussura una sola certezza
"Qui sei solo, sin dal primo passo"

Mi ritrovo ad urlare una frase nel caos
"Addio mio Signore, mi duole non poter più credere in te"
lancio della sabbia alle mie spalle

Il mio cammino ricomincia, ho le mani macchiate d'inchiostro...
lo sguardo torna nel reale.. di fronte a me: un foglio bianco

 

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3 commenti:

  • Gianni Spadavecchia il 22/04/2012 13:37
    Stupenda.. sfogo che è servito a calmarti e a comporre questi versi pazzeschi! Complimenti.
    P. S. non sei solo, dal primo passo all'ultimo, ci sarò anche io.
  • Anonimo il 21/04/2012 19:35
    Ricominciare a vivere Con un dio nel cuore. ***** Franco
  • Alessandro il 21/04/2012 18:44
    Passare attraverso una profonda angoscia, senza smettere di camminare, per poi tornare alla realtà e trovare un foglio bianco, simbolo di un nuovo inizio. Piaciuta

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