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Rossa solitudine

Ondeggia il papavero
come re imperante nel verde.
Le spighe lo abbracciano
col calore dell'oro.
Pungono i petali
che si lasciano cullare:
incanto e inganno
del vento di maggio.
Subdole giungono
nuvole di panna
gomma che cancella il blu
oscurando il giorno.
Gocce feroci
usurpano il trono.
Le spighe, serve fedeli,
fasciano il rosso
nella terra dissetata.
Nasce la democrazia:
nel campo nuovi soldati
armati d'amore
ritti in solitudine
crescono nell'orgoglio
del mondo nuovo.

 

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6 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Anonimo il 31/07/2012 16:04
    Trovo che esprima, sotto forma di metafora, la condizione dell'essere umano: solo, in mezzo ad altri diversi, cullato ma anche, e soprattutto, ferito dagli altri. E il fato, sotto forma di nubi, invade la vita e talvolta la distrugge.
  • Gianni Spadavecchia il 04/05/2012 17:48
    Piacevole, leggera e profumata come splendidi petali trasportati dal vento.

6 commenti:

  • alberto accorsi il 02/05/2012 20:42
    Un bel minestrone questo campo... non mancano neppure i soldati. Complimenti.
  • Anonimo il 02/05/2012 19:01
    Un quadro d'autore dipinto dalla tua sensibilità!
  • Ferdinando Gallasso il 02/05/2012 16:29
    Un magnifico quadro dipinto con parole.
  • loretta margherita citarei il 02/05/2012 15:55
    splendida poesia complimenti
  • Rocco Michele LETTINI il 02/05/2012 15:52
    Tutto il mio apprezzamento per questa singolare poesia...
    BRAVA REINALDA... CIAO
  • Anonimo il 02/05/2012 15:49
    molto piaciuta, in particolare ".. nuvole di panna gomma che cancella il blu.." meravigliose immagini tattili

    Emanuela