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Cartella esattoriale

Scivolano
come lettere bagnate dai morsi dell'amianto,
le pagine dei sacrifici
che il destino mi aiutò a sopportare;
che ne sanno, che ne sapranno mai,
i numeri che luccicano freddi
nel ventre dei computer di Equitalia?
Cara stampa,
non lucidarti le tue labbra assassine,
chiamandoci soltanto evasori,
chè il puledro scalpitante
della nostra economia di piccole famiglie,
galoppa anche
sul respiro di persone per bene.
Ehi, funzionario,
biasimare non ti so,
perchè stai adempiendo il tuo dovere,
ma vieni, te ne prego,
a scoprire la tana in cui si annida,
il richiamo di un altro sacro dovere,
la fatica di operai con famiglia,
e le lacrime di quell'operaio,
che sfida le fatiche e i sacrifici,
avendo una disabile per figlia.
Varca la porta del mio ufficio,
ci vedrai sul muro soltanto,
un crocifisso di nostro Signore,
che sussurra alla mia coscienza e ai miei anni,
"onora il tuo orgoglio di imprenditore,
facendone uno strumento d'amore".
Credi sia facile, funzionario,
dover chiedere pietà o elemosina
a banche e fornitori?
Il tuo computer mi dice di dover pagare,
ma quale pagare,
se è divenuto impossibile lavorare?
Lo vedi, funzionario,
questo ragazzo venuto da lontano,
una sola cosa mi chiese,
che gli offrissi la mia mano;
non troverai nel mio sguardo fiero,
ombra di lavoro in nero,
ma forse troverai nella tua esistenza,
quella parte che si definisce coscienza,
e che ti porterà a non giudicarmi male,
mentre sfogli sbadigliante
la mia stritolante cartella esattoriale.

 

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1 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 09/02/2016 13:23
    Un messaggio duro, amaro e veritiero, quello abilmente descritto dall'autore; si può solo sperare che questo legittimo sfogo, venga ascoltato, al fine di un radicale miglioramento della triste situazione, nella quale, parecchi potrebbero trovarsi.

1 commenti:

  • cristiano comelli il 03/05/2012 23:31
    Non vorrei dare l'impressione di battere sempre sullo stesso chiodo ma l'episodio che si è verificato oggi nel Bergamasco dove un imprenditore ha preso in ostaggio per alcune ore funzionari di Equitalia è di quelli che non possono passare sotto silenzio. Intendiamoci, io non sono nè per i sequestri nè per i rapimenti, sono una chiara violazione della legge che regola la convivenza civile. Ma direi che tale episodio fotografi nitidamente l'esasperazione di chi ha paura del futuro, proprio e dei proprii lavoratori. Più di trenta imprenditori suicidi soltanto quest'anno, evidentemente, sono la spia di uno Stato che non aiuta il generarsi di una ricchezza a finalità sociali. Il fatto che vi siano soldi per acquistare, udite udite, le agende di Natale per i parlamentari (notoriamente Natale cade in maggio, tanto i nostri parlamentari sono fuori della realtà delle cose di tutti i giorni che hanno perso anche la scansione delle festività !!!) ma non ve ne siano per sostenere il lavoro sano e l'imprenditoria sana la dice lunga sull'arretratezza a cui questo paese si sta condannando.
    Intendiamoci, non intendo santificare l'intera categoria imprenditoriale ma neppure voglio unirmi al coro becero di chi la stronca pensando che in essa non vi siano persone per bene. E sono quelle cui la cartella esattoriale fa palpitare il cuore e non certo per ragioni sentimentali, ma perchè rischiano l'infarto non sapendo come pagare i loro operai domani. Banche se ci siete battete un colpo, funzionari pettoruti e freddi, se ci siete, pure...

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