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Tacchini

Come fatta di cera
la maschera s'è sciolta
al caldo attrito della vita
che al vero volto tuo
ha tolto l'inganno
dell'apparire doppio
e inconsistente.

Non assomiglia certo a un volo
questo tuo muoverti ingordo
che rende anche il razzolare
di un tacchino, dal culo spiumato,
una languida danza del cigno.

Ti è stato di vantaggio
nascere senza coscienza
trenta denari hai avuto dalla vita
in cambio di tutta
una vuota esistenza.

E con le unghie edotte
a procurare il male
graffi l'altrui pazienza
che l'urto dell'afrore tuo
sa compatire e sopportare,
turandosi anche un poco il naso,
non mancherà comunque il giorno
che strideranno invano
le unghie spezzate
contro la pietra dura
della cloaca nera
che ti sarà giusta dimora

e prima di quel giorno
meta del tuo freddo domani
mi chiederò, sorpreso:
chi sarai mai stata?
forse t'ho mai incontrata?

 

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2 commenti:

  • Anonimo il 05/06/2012 07:25
    Tremendamente... bellissima!
  • Anonimo il 04/05/2012 18:31
    Un'opera in cui c'è tutto: poesia, classe, invettiva, ironia, rabbia e desiderio di cancellare un qualcosa di negativo. Qualcosa che, a parer mio, sarà comunque servito come esperienza per il domani.
    Bellissima poesia, complimenti!

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