PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Credere ut cognoscere, cognoscere ut credere

Tre cose in uno voglion insegnare,
L'origine del mondo e della vita.
L'una, che mè impossibile truovare,
il senso che nasconde ben è accudita,
m' accorgo che com l'acqua nella mano,
rispondere alla prima, sarà vano.
All'altra devi sol prestare la fede,
se vuoi per te la grazia su nel cielo,
dovrai decier tu o fiamme o gelo.
Al suon delle campan fan pellegrini,
ad ogni tocco li farai arrivare,
sentendo al passo il coro del belare,
teneteli per voi, questi agnellini.
La terza, che a sentir loro è il più raro
che un uomo si sacrifichi al tormento
gridando l'abbadono verso il vento,
e il mio pensier mi dice sottovoce,
non può salvare il mondo da una croce.
Il sacrificio suo ti fan capire,
che "Loro" se lo tenghino ben caro,
non v'è risposta a mani pien di oro,
che sol pagando, in ciel potrai salire.
La fede in un qualcosa è assai preziosa
non credo in un "Dio", davanti all'"IO".

 

0
1 commenti     1 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

1 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati
  • Raffaele Arena il 06/07/2012 19:56
    Giustissima riflessione contro il clericalismo opulento imperante che fortunatamente con gli scandali che stanno venendo fuori, si stà sgretolando pian piano. Tutt' altro è rispettare chi crede nella pura spiritualità della figura di Gesù Cristo.

1 commenti:

  • Anonimo il 10/05/2012 09:55
    Fede e ragione; difficile convivenza. Ma quando succede, l'armonia è perfetta. ***** Franco

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0