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Con un nastro rosso da tagliare

In silenzio osservo
il cielo farsi parvenza scura,
senza dire niente
esploro il palmo della mano destra.
L'estate non è iniziata
ed io ho già paura dell'inverno.

Le partite stanno tutte
sullo zero a zero,
s'accavallano gli scambi d'opinione,
molto meglio la radio della televisione.
Le scoperte tardive
sono le più beffarde,
senza dubbio le migliori.

Piange l'angelo nella stanza accanto,
le porte sono poco solide,
fanno da tramite consapevole.
Il movimento del petto
respinge ogni cattivo presagio;
la fortuna si misura,
metro dopo metro.

Fosse facile arrivare
senza rimetterci l'osso del collo!
All'estremo nord,
sulla cima d'una montagna,
al fondo d'una valle solitaria,
da qualunque parte.
Un muro senza mattoni con un nastro
rosso da tagliare.
O da soffiarci sopra,
per farlo scoraggiare.

Se m'addormento
poi so che sognerò di quella volta
in cui feci gol da centrocampo.
Il portiere era appoggiato al palo,
con la borraccia in mano.
L'arbitro nemmeno se ne accorse;
fui un buffone vincitore,
alle tre di un pomeriggio.

Respiro piano,
poi trattengo il fiato,
ma per poco.
Lascerò che il postino suoni
anche dieci volte.
È più testardo di un mulo
quel deficiente.
Non ha ancora capito
che farà la fine di quello di prima.

E se iniziassi proprio stanotte
ad inventarmi un destino
che mi calzi a pennello?
In silenzio, senza muovere un dito?
Il vaso lo scoprirò all'alba,
tanto per far contenti gli imbroglioni.

 

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1 commenti:

  • laura cuppone il 26/05/2014 04:55
    Mi accorgo con un po' di delusione che le poesie non commentate sono, in realtà, le... migliori!
    Questa è davvero il delirio giusto di un poeta, eppure nessuno ha voluto leggere tra le righe... peccato!
    Forse hai proprio ragione Salvatore, questo nastro rosso da tagliare è in effetti appeso tra mattoni senza seguito...
    La buona nuova è un effetto ottico e la comprensione il suono inutile di un campanello che consegna pubblicità o bollette che scadranno puntualmente...
    Mi è piaciuta la trama, i fili scelti per l'intreccio e anche la stoffa prodotta.
    E tu ne hai di stoffa...
    L'estate è il solito asfissiante soffio... l'inverno tornerà...

    Complimenti!

    Laura

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