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L'uomo duplicato

Il senso dell'affare
è nascosto tra le pieghe
di una gonna verde e gialla.
Troppo lunga per raccontarla.

Ci fu un genio
che scambiò quello spilungone
per un abate in crisi d'identità,
e gli regalò un santino.
Il primo che gli capitò fra le mani.

Meglio una morte,
con marca da bollo e registrazione,
che portarsi appresso per una vita
quel pensiero.
Il vecchio cadde,
fulminato dall'intuzione.
Dio non ce la fece a trattenersi,
e scatenò un uragano.

Piovve dal cielo e dalla terra,
acqua e impazienza
per tre giorni e per tre notti,
la ferocia dello scirocco
infestò gli scantinati.
Col nuovo sole
l'uomo vivo uscì allo scoperto,
capelli biondi e barba incolta.
Solo dopo un'ora
s'accorse di essere nudo.

Sua madre lo riconobbe
e lo baciò in fronte.
Si strappò l'orlo della gonna,
in fretta e furia gli coprì
mezzo metro di carne,
appena sotto l'ombelico.
L'uomo si dette un contegno,
rimase per due giorni a braccia conserte.

Nessuno si ricordò più
del vecchio morto
in un angolo della cantina.
Le copie andarono perse
nell'incendio,
insieme alle prove più schiaccianti.
L'uomo nuovo se la rise,
ma non s'affacciò più al balcone.

Aspettò a lungo il ritorno
della sua ombra. Ma inutilmente.

 

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 13/05/2012 15:24
    "Aspettò a lungo il ritorno
    della sua ombra. Ma inutilmente"
    E IL DUPLICATO... NON SARA' MAI FEDELE A L'ORIGINALE...
    MIRABILE CORREDO... BRAVO SALVATORE... CIAOOO!!!

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