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21. 12. 12 Apocalisse

Un dì
di dicembre
prossimo venturo
è,
l'Astro d'oro
sciopera
e for non vene,
il buio pesto
sovrano regna,
a l'improvviso
lampi e saette
il cielo squarciano
e rosso foco
divenuto è;
la terra
aprendosi
tutto inghiotte
e le anime,
da li corpi
sprigionandosi,
a la rinfusa
il volo prendono,
chi ne li Alti Cieli,
chi ne l'Abissi
più profondi e scuri;
ed il ritorno
sperar
vano è,
poiché il pianeta Terra
svanito per sempre
oramai è.

 

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4 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Nicola Lo Conte il 19/05/2012 11:30
    Apocalittica poesia!
    Magari, come un cane, il pianeta si darà una scrollatina per liberarsi del peggior parassita conosciuto, per poi tornare a splendere nella sua bellezza più pura!
  • Rocco Michele LETTINI il 15/05/2012 17:16
    Sono solo chiacchiere... nessuno è a conoscenza del volere de lo Nostro Padre...
    Apprezzo soltanto il Tuo verseggio sempre denso di musicalità...

4 commenti:

  • Vincenzo Capitanucci il 16/05/2012 10:01
    Apocalisse... come rivelazione... forse qualcosa è già cambiato e non c'è ne siamo accorti...(sorgere di un sole interno)

    Bravo Don... forse la vecchia Terra... sta svanendo... per una Nuova...
  • roberto caterina il 15/05/2012 22:48
    Bello questo tuo poem... quanto al contenuto poi, come si dice?, sarà come Dio vorrà..
  • Don Pompeo Mongiello il 15/05/2012 19:21
    Non c'è nulla da preoccuparsi, il giorno dopo il sole sorgerà di nuovo e il solito tran tran quotidiano scorre. Ma bisogna pur riflettere, perché tutto ciò che ha avuto un inizio avrà pur sempre prima o poi una fine.
  • Anonimo il 15/05/2012 17:22
    Hai descritto l'apocalisse meravigliosamente. Speriamo resti solo una meraviglia scritta. Se no pazienza. ***** Franco

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