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Un cervello oligarca

Non è compito di chi soffre
quello di dar giudizi
né di appellarsi
ad una benefica
rabbia
ma
di guardare all'autunno
che viene nella primavera
mèmore di un passaggio
repentino alla tirannia...

Un cervello oligarca che disprezza
gli infiniti scampoli della sopravvivenza
con i suoi corollari di parole che fanno
poesia
non vuole amici trovati
nei se di una vita quasi
adulta
nei desideri degli altri
pagati sempre a caro prezzo.

Un cervello oligarca
non si preoccupa
di una chiusura
non riuscita
che ha disperso
emozioni
nere senza ritmo
o suoni.

Non questo l'aiuta
ma il rumore improvviso
della paura
in un bosco distante
che sembra quasi amore
non ascoltato
e che si appoggia
ad un silenzio non voluto.

 

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5 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 18/05/2012 18:22
    Uno stile che ormai porta la tua firma inconfondibile, con un contenuto apprezzabilissimo.

5 commenti:

  • Anonimo il 19/05/2012 17:01
    per me non è una poesia facile ma ha una stesura eccellente con una scelta ed un accostamento di parole che la rendono musicale...
  • loretta margherita citarei il 18/05/2012 21:12
    una poesia che mi ha invitato a riflessione, complimenti roberto
  • karen tognini il 18/05/2012 14:26
    Molto bella Roberto... fa riflettere... scritta come sempre divinamente...
  • Ugo Mastrogiovanni il 18/05/2012 10:09
    Sull'elaborazione eccellente del verso domina un tema insolito, purtroppo vero e preoccupante. Una realtà apparentemente occulta ma deprimente. "Un cervello oligarca che disprezza gli scampoli della sopravvivenza" quanta cruda verità! "nei se", certo, come possiamo immaginare che si distolga dal suo mondo e s'immedesimi dei "desideri degli altri". Poesia encomiabile.
  • Vincenzo Capitanucci il 18/05/2012 08:00
    il boato... la paura... una rivoluzione di umili sentimanti... beato chi sente il crollo del muro...

    Piaciutissima Roberto...

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