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Se saremo Capaci

Se saremo Capaci.
di non lasciare avvinti alla ragnatela,
di un oblio che scotta la pelle della storia,
i cadaveri d'amore e giustizia,
che furono inghiottiti a Capaci,
dal verme putrido e folle di una Cosa non nostra,
se saremo Capaci,
di prendere per mano l'uomo invisibile del quotidiano,
per udire la voce di Giovanni, Francesca,
Antonio, Rocco, Vito
pronta a vestirsi di carezza di coraggio,
perchè l'Italia migliore e più fulgida,
esca dal cono d'ombra del miraggio;
se saremo Capaci,
di parlare davvero
con gli sguardi di chi per noi è perito,
perchè il loro ricordo divenga bagliore di presente,
e ci porti a far emergere
scogli di incontaminato, inviolabile amore,
da quel mare color tempesta e ricerca
che si chiama cuore;
allora Giovanni e Paolo ritorneranno,
i loro giorni ai nostri si avvinceranno,
per scorgersi matite infrangibili,
che disegneranno una nuova primavera;
perchè l'uomo vero non saprà mai morire,
se porterà dentro le impronte d'ogni uomo
nel senso celestiale del suo agire.

 

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4 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Nico Iuliano il 23/10/2014 10:11
    Ho letto con attenzione e sono rimasto sorpreso. Buona impronta, buona decisione e anche una buona dose di speranza. È un pensiero fermo su un pezzo di storia di questa penisola. Un'esortazione.

4 commenti:

  • cristiano comelli il 27/05/2012 20:55
    Grazie, cara Carla, spezzo il silenzio che mi sono imposto fino a giugno per alcune ragioni perchè ovviamente intendo ringraziarla per le belle parole. Ovviamente il mio commosso pensiero corre subito ai due santi, perchè per me tali sono, a cui la riflessione in versi è dedicata. So che, nella misura in cui il mio impegno quotidiano e il nostro impegno quotidiano sapranno tingersi dei sacri valori a cui loro hanno ispirato la loro esistenza finita così tragicamente, loro continueranno a vivere. Giovanni e Paolo vivono, ne sono certo. E ci chiedono di continuare il loro impegno, ciascuno nel suo ambito. Cordialità e grazie ancora.
  • Anonimo il 27/05/2012 19:45
    poche parole per dire che questa dedica a ricordo di tanti innocenti che rimarranno sempre nei nostri cuori... ci toccca l'anima... bravo cristiano e grazie per averlo fatto...
  • cristiano comelli il 22/05/2012 16:36
    Grazie, cara Loretta, per la consueta visita alle mie povere parole. Quando devo parlare di due per me già santi come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, nonchè degli uomini delle rispettive scorte e del magistrato Francesca Morvillo, lo faccio in punta di piedi, cerco, perlomeno, di farloin punta di piedi perchè so benissimo che la mia povera penna è insufficiente a raffigurarne la grandezza d'animo e di impegno sociale che ognuuno di noi è tenuto a portare indelebilmente nel proprio cuore. Non ricordo se fu Falcone o Borsellino a dire "chi non ha paura di morire muore una volta sola". Loro, per me, non sono morti neppure quella volta. Avverto il dovere di tenerli vivi in me come se mi fossero padri o madri perchè mi hanno insegnato e mi insegnano che, se si vuole davvero bene al proprio paese, bisogna non avere mai timore di lottare per esso, di amarlo al di là di tutte le precarietà che, specie in questa fase, lo stanno caratterizzando. Falcone, stavolta sono certo dell'autore della citazione, disse nel suo illuminantissimo libro "Cose di cosa nostra": "la mafia è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà una fine". Bene, Giovanni carissimo e amatissimo, La voglio davvero prendere in parola (gli do del lei perchè a queste persone non sono degno neppure di paragonarmi tanto li avverto grandi e nobili); le chiedo, insieme con il suo amico Paolo e con chi con lei e con lui perse la vita, di infondermi anche solo un briciolo del coraggio che possedevate voi, di estirpare da me ogni tendenza a vivere in modo disimpegnato e timoroso come il don Abbondio di manzoniana memoria. E allora potrò onorarmi di proseguire la vostra storia, con chi, come me, crederà nella forza della legalità e dell'onestà, e tutti insieme ci regaleremo, e regaleremo, un domani profumato di bontà e dolcezza.
  • loretta margherita citarei il 22/05/2012 06:13
    doveroso omaggio a falcone ed a chi perse con lui la vita, penso alla parabola cristiana di quanto GESù preannunciando la sua passione disse- se il chicco di grano non muore non porterà frutto- e questo
    sacrificio di sangue, voluto da vigliacchi assassini, ha acceso e sempre accenderà l'esigenza di giustizia e pulizia morale, molto intensa cristiano

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