accedi   |   crea nuovo account

La cerzza(la quercia)

Mi susu a matinata ppiì vìdiri l'aurora
e vardu sbalurdutu i biddhizzi da natura,
vidu tutti li pianti la terra ancora nuda
abbasta n'pocu di suli ca fuma sula sula.
taliu poi la muntagna
ca è comu sumpri
di tempi di li tempi
ccù la cammisa ianca.
Poi l 'occhiu si ferma n'ta na vecchia cerzza
no ppi vantalla assai ma ora è na biddhizza.
Passau lu tempu di quannu dicu jù
sunnu tant' anni e cchjù
picciriddhi cu gioia vera
tu mbràzza ni tinia
vulava l'atthalena
mai mulistamu a tia.
Poi, n'mbruttu jornu mò patri pinzau di fari
tagghiariti li rami ppì falli abbruscjari.
Quannu di li to rami spogghia tutta ti visti
non poi sapiri mai chi pena mi facisti.
Vularu li anni
scurdamu li danni
criscjsti rigina
cchiù beddha di prima.
Ma ddhi carusiddhi non li truvasti tali
sumu tutti rranni ora già patri di figghi.
Ma no cirzùddha mia mai cchiù ti fannu mali
cusì cchù l'atthalena tu fai jucari a iddhi.

 

5
9 commenti     2 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

2 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati
  • Don Pompeo Mongiello il 18/04/2013 11:44
    Il siciliano rende questa poesia pittorica ed unica in una atmosfera da Paradiso terrestre. Bravissimo!
  • Andrea Pezzotta il 24/05/2012 16:06
    Non ho mai conosciuto il siciliano, maimai.. ma leggendola il significato di questa bellissima poesia si fa sentire molto bene

9 commenti:

  • salvo ragonesi il 18/04/2013 15:13
    nella speranza che abbia capito qualcosa. ti ringrazio. salvo
  • Anonimo il 16/10/2012 16:36
    Bellissima opera scritta in siciliano. Complimenti Salvo.
  • - Giama - il 11/06/2012 14:43
    ottima la scelta della lingua, attribuisce maggior valore all'opera donandone altresì il calore degli affetti più veri;
    bello il "percorso" descrittivo che l'autore fa compiere al lettore, un viaggio con la mente e perchè no, con il cuore...
    ricordi stampati proprio lì, vissuti con l'emozione del bimbo e trasmesse ora ai propri bimbi con maturità e con altrettanta emozione.
    Quasi un modo per conservare il passato e ciò che di esso abbiamo di più caro.

    complimenti!

    ciao Gia
  • Anonimo il 25/05/2012 14:57
    peccato tenerla, in cassetto una così bella ed attuale opera... piena di significato... c'è sempre un rinnovamento... meravigliosa salvo un bacione
  • mauri huis il 25/05/2012 11:46
    Sarà perchè l'hai scritta bene bene ma questa tua poesia mi ha rallegrato il cuore al pari di quelle di un certo Giosuè che parlava di cipressi come giganti giovinetti, nonostante la difficoltà della lingua. Te ne ringrazio quindi e mi complimento. Bravo figghiu!
  • Anonimo il 24/05/2012 16:47
    Bravo, Salvo. Questa bella poesia scritta nel nostro bel dialetto mi ricorda "La quercia caduta"di G. Pascoli. Ma la tua quercia, come tutti i siciliani, dopo essere caduta, rialza la testa e crisci cchiù bedda di prima. ciao
  • Anonimo il 24/05/2012 15:47
    Non sono siciliana ma... mi viene benissimo comprenderla, tutta. La quercia è ancora lì, più forte anche se non è più per te l'altalena. I tui ricordi legata ad essa si sentono tutti, ancora intatti. Bellissima nella sua speciale sonorità.
  • salvo ragonesi il 24/05/2012 15:36
    l'avevo tenuta nel cassetto da oltre 50 anni pensando che non poteva interessare a nessuno. eccola per quella che è accettatela grazie. ringrazio Salvatore Linguanti. un saluto salvo
  • Anonimo il 24/05/2012 15:23
    Hai dipinto un quadro tipicamente siculo che mi riporta all'infanzia. Bellea l'immagine della quercia con l'Etna incamiciata di neve e bella l'immagine di questa quercia che potata si rinnova, un po' come la vita di un uomo. Ma a differenza nostra, essa continua a rimanere e a vivere per tutti gli altri che verranno dopo.
    Bravissimo Salvo, veramente apprezzata!

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0