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La tela di Penelope

Disfacendo ciò che si è fatto
riusciamo ad essere nel flusso
delle cose
sentendo la potenza di un abbraccio
forse
incatturabile.

Strepitosamente
le decisioni più difficili
vengono prese verso l'alba.
Così Penelope
nel dare fiducia ad un'attesa
che sconfinava oltre la magica soglia
della notte
sapeva di non dover dimenticare nulla
perché non l'avrebbe mai più trovato.

Il ricordo che nasce
da un sottile disfare
ostinato
è come
una nascita non voluta
desiderio mal vissuto
nascosto in fondo al mare
da tanti anni..

Eppure lì è ancora possibile
il possibile

e quando i tuoi occhi dall'azzurro
virano verso il verde più intenso
non arrivano mai più
a destinazione...
ignorando il resto.

 

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4 commenti:

  • Don Pompeo Mongiello il 03/06/2012 11:46
    Un plauso sincero per questa tua eccezionale davvero!
  • loretta margherita citarei il 02/06/2012 20:58
    un'analisi perfetta del ricordo, molto originale, mi complimento
  • mariateresa morry il 02/06/2012 20:11
    Sì, è vero.. il ricordo ha una potenza fortissima.. può accadere che si sostituisca alla realtà delle cose e incunei in noi un senso mitico di attesa... alla fine sconcertati nn sappiamo se attendiamo il ricordo o altro... bella, profonda, da analisi junghiana...
  • Anonimo il 02/06/2012 19:48
    in questa poesia trovo confortanti risposte a quesiti che mi pongo spesso sui sentimenti e sulle loro dinamiche... la trovo commovente e liberatoria

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