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NUMERI

Era impossibile non ammirarti
Anche se ormai anziano
Dimostravi una forza d’animo magnifica.
Espandevi luce introno a te.
Ero sempre incuriosito
Dalle tue storie.
Le raccontavi la domenica,
quando venivamo a pranzo da te.
Storie della tua gioventù.
Quel tatuaggio che avevi sul braccio.
Mi affascinava.
Lo tenevi quasi sempre nascosto,
come se te ne vergognassi.
Solo d’estate saltava fuori.
E appena potevo lo toccavo.
Una volta ti chiesi, con tutto il coraggio che avevo,
“ nonno, ma questi numeri che hai qui, cosa significano?”
Tu non ti perdesti in mille vaneggiamenti
“ un tempo questi numeri erano il mio nome”

Mi chiesi come era possibile una cosa del genere,
visto che tu avevi il mio stesso nome.
Solo dopo ho capito.
Solo dopo mi son reso conto di quanto ero ingenuo.
Di quanto doveva averti fatto soffrire
Quella mia stupida e tremenda domanda.

 

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14 commenti:

  • gianni castagneri il 24/03/2014 18:02
    toccante! emozionante... prosa, poesia? non so, ma ad ogni modo bello cio' che hai scritto!
  • vincenzo aruta il 16/06/2011 21:52
    Ritrovo per caso questi "numeri" e non posso fare a meno di pensare a "Se fossi un uomo". Dedicato ai tanti uomini e donne trattati da numeri e non da esseri umani. Comunque non rammaricarti. Il nonno ha perdonato subito la tua ingenuità.
  • Donato Delfin8 il 30/11/2008 03:35
    Ahhh!! una curiosita' ... Te li sei giocati poi?
  • Donato Delfin8 il 30/11/2008 03:32
    Concordo con tutti i commenti espressi!!!
    Bravo e grazie
  • Gabriella Salvatore il 31/10/2007 20:59
    molto profonda queste cose non vanno dimenticate e tu raccontandole, ne fai memoria. la tua non era una domanda stupida, eri un bambino, e, come tutti i bambini eri curioso. non credo la tua domanda abbia fatto soffrire tuo nonno, lui che ha conosciuto l'inferno. Bravissimo
  • Ugo Mastrogiovanni il 26/09/2007 10:17
    Dopo “Le puttane di Caserta” ormai la più famosa poesia del sito, Nico ci propone un lavoro Ab imo pectore (Dal più profondo del cuore): una domanda, una frazione di tempo familiare la cui risposta racchiude una vita; un ingenuo quesito al suo caro nonno che fa sussultare tutti, anche noi lettori. Uno squarcio di intimità che non tutti avrebbero il coraggio di raccontare, un momento che mette a nudo la semplicità e la sincerità di Nico Casentino, napoletano verace, alquanto sfrontato ma, schietto e sognatore come gli si addice.
  • augusto villa il 30/08/2007 11:37
    Veramente toccante! È bene non lasciar cadere nel silenzio queste cose!.. a mio nonno mancavano le unghie ed aveva unvasto campionario di cicatrici su tutto il corpo...
    Ciao!
  • Alda Visconti Tosco il 02/08/2007 10:28
    senza parole...
  • laura cuppone il 29/06/2007 11:07
    esternazione di sentimenti profonda e toccante... L
  • sara rota il 29/06/2007 10:49
    Anche a me sembra più un racconto, soprattutto dalla metà in poi...
  • Ivan Navi il 29/06/2007 09:31
    bella storia... ma non vedo dove sia la poesia, mi sembra più un racconto. Ivan.
  • Emanuele Perrone il 28/06/2007 22:15
    bella veramente-... ma non sentirti in colpa eri solo un bambino come facevi asapere...
  • A. Barbara Di Stefano il 28/06/2007 21:43
    La storia di tanti nonni. Beati quelli che l'hanno potuta raccontare. Bravo Nico.
  • MICHELA C. il 28/06/2007 20:18
    più che poesia laclessificherei come "prosa"una bellissima pagina di vita scritta con sentimento e molta dolcezza. Molto bella.

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