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Piccole reminscenze etrusche

Si assaporano
come piccoli, seducenti fonemi,
ruscelli di storia incastonata,
tra maestose, compiute
salsedini tirreniche;
Tirreni,
fierezza di un mare oltre il mare,
aroma sfuggentemente arlecchinesco,
di una civiltà
che disegna sul cuore della storia,
la missione di esplorarla,
nella sua luccicante inesplorabilità;
estasi etrusca,
che ribolle delle tracce della vita eterna,
di quel viaggiare oltre il viaggio,
che sintonizza su un unico,
inestirpabile,
sinfonico fruscio,
l'universo cristiano,
e la sfera del paganesimo;
tombe che si rinnegano da tombe,
a tholos o a ipogeo,
per farsi custodi orgogliose,
di un'anima che prosegue il suo tragitto,
non grigi sepolcri,
ma idee avvolgenti
di dimore adorne di respiri;
amico mio,
afferra quest'etrusca mano,
perchè ti possa rivelare gli splendori,
della tomba Regolini-Galassi;
c'è una strada
che interseca mille differenti strade,
da Cerveteri a Volterra,
da Vetulonia a Populonia,
vi scorgerai le gocce,
di una vita sotterranea
che si è addestrata a riconoscersi volo;
suppellettili, specchi,
statue,
tutto ti parlerà di me,
perchè io dimoro per sempre in te;
saprò allora riscaldarti
con il diacronico pensiero,
che nulla di te passa,
perchè l'uomo appreso ha ad ascoltare,
la sua vita che gorgheggia
in immutata seduzione
e si fa daga lucente e invincibile
contro le vacue insidie
dell'estinzione corporale.

 

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6 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 04/06/2012 20:17
    Una poesia bella, interessante, quanto inattesa. Secondo il mio personale pensiero, gli Etruschi sono stati uno dei popoli più affascinanti e interessanti, almeno per quanto concerne la nostra area di appartenenza.
    Mi sono sempre chiesto cosa sarebbe stata la grande Roma se non fossero esistiti gli Etruschi e sono convinto, come tanti ormai, che la Roma che conosciamo sia stata fondata, fin dall'inizio, dagli Etruschi stessi.
    Certo, molti dubbi rimangono ancora su questo popolo e sulla sua estinzione, ma non è questa l'occasione per discuterne.
    Nella tua poesia fai riferimento a certe opere funerarie che, oltre al loro valore storico-artistico, rimangono a testimonianza, verso il prossimo, come elementi di vitalità mai sopita, di certezza che la vita oltre la vita esiste e nessun altro meglio degli Etruschi poteva rendercelo evidente con le loro opere, anche pittoriche.
    E qua mi permetto di aggiungere che io sono stato uno dei pochi fortunati ad aver visto tutte o quasi tutte le tombe Etrusche di Tarquinia. Addirittura alcuni affreschi interamente prelevati dalle tombe, che erano stati asportati con la tecnica dello strappo, eramo stati montati in tende, nel museo di Tarquinia, ricostruendo l'esatta collocazione in cui si trovavano nelle tombe originali.
    Purtroppo, oggi, non sono più visibili, perché la differenza di clima e l'aria asciutta ne provocava lo sbriciolamento e creava molti più danni che non a lasciarli sul posto dove originariamente si trovavano.
    In effetti, oggi, le fanno visitare a turno e non tutte insieme, ma a due o tre per volta.
    Cristiano, mi devo complimentare per la tua opera e per il piacere che mi hai dato, nel leggere il pensiero espresso su questo popolo.
    Buona serata!

6 commenti:

  • cristiano comelli il 04/06/2012 22:05
    Vorrei un istante soffermarmi, ringraziando nuovamente, sul significato dell'aggettivo piccole da me usato nel titolo: è chiaro che per piccole intendevo espresse dalla mia piccola penna, non piccole con riferimento alla civiltà etrusca che tutto fu tranne che piccola. Anzi, almeno una parte dei fasti di Roma non potrebbe essere coglibile senza un riferimento alla civiltà etrusca. Mi sorprende, ovviamente in positivo, l'idea che un popolo certamente non definibile come cristiano ma coda considerare naturalmente come pagano avesse una tale idea dell'aldilà, qualcosa di molto religioso che lo avvicinava comunque al Cristianesimo. È davvero la misura di come tanto dobbiamo akle civiltà scomparse nel fiume della storia ma non certo in quello della memoria. E meno male che è così. Di nuovo cordialità a tutti.
  • Anonimo il 04/06/2012 21:41
    non proprio piccole... se voglianmo erano dappertutto..., come dice salva anche a roma l'antica veio ed altre località erano abitate dagli Etruschi... se è per questo anche in veneto... ect... graande popolo molto bella la tua lirica cristiano...
  • cristiano comelli il 04/06/2012 21:16
    Grazie di cuore a tutti i commentatori specie per le preziosissime integrazioni culturali fatte alle mie povere parole; è chiaro che non si può arrivare a tutto, molte cose vi sarebbero da dire su questa civiltà affascinante, poche le ho dette io, alcune le avete aggiunte voi. Che dire? Lode agli Etruschi e anche a quella splendida regione, la Toscana, che ne sa così sapientemente conservare i fasti. Che, come opportunamente mi ha ricordato la signora Loretta, si estesero anche al di là dei confini della Toscana attuale.
  • Anonimo il 04/06/2012 19:59
    Piccole mica tanto. Bravissimo e sempre appassionato. ***** Franco
  • loretta margherita citarei il 04/06/2012 19:54
    hai dimenticato la valle nord del tevere, la zona umbra dove gli etruschi vissero, , a Perugia, in prossimità della seconda entrata, v'è una necropoli etrusca in ottimo stato, complimenti, notevole poesia
  • karen tognini il 04/06/2012 19:46
    Sono posti splendidi ricchi di storia e magia.. Volterra terra di Toscana...

    Hai saputo con grande maestria riportare alla luce in versi la mano unica del popolo etrusco...

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