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Tra l'essere, l'avere e le strade con le buche

Case, cose,
oggetti grandi e piccoli,
uomini e donne,
animali e piante,
l'essenza dell'essere

l'illusione dell'avere.
E tra essere e avere
dolore e felicità.
E poi il cammino continuo
su strade dimenticate

che non esistono più.
Anticamente create
assurde alcune moderne,
sopravvissute, restaurate
o con delle buche. Tante.

Che l'altro giorno
ci passo vicino la buca,
e esce fuori un signore
che ci era cascato dentro
circa nel mille e quattrocento.

"Ma in che anno ivi siamo
sire, lei con codeste strane vesti
che mi duole la testa?"
"Anche questo, è l'anno delle buche,
e troppe e continue sofferenze!"

 

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4 commenti:

  • roberto caterina il 05/06/2012 13:48
    assurdamente scusa il refuso
  • roberto caterina il 05/06/2012 13:47
    Mille e quattrocento? Penso verso la fine ai tempi del Magnifico o anche dopo nel 1500... Per essere assuradamente moderni è un bel pensiero..
  • Vilma il 05/06/2012 12:34
    versi molto apprezzati... complimenti
  • Anonimo il 05/06/2012 12:15
    amara ironia... ma sempre ironia è... bravissimo raf... sei unico in questo genere bacioni

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