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Il latitante

Devo ammettere,
lontani silenzi di paure
vili espedienti dell'atto.
Senza giustificazione,
ma solo conferma,
tremendo flagello sulla nascita.
Ritrovarsi quasi contento,
di mezza luna irradiato
e di mezzo uomo edificato,
e' solo un bisogno attuale.
Scorrente deserto di principi,
basso profilo kafkiano,
lucida consapevolezza
dell'inconsistente progetto.
Rispetto colato a valle,
purpureo biscione infernale,
senza la tentazione di nulla,
pecca e non si vergogna.
L'abbandono adorato,
d'impulsiva ratio causato,
diventa solitudine e limbo,
perigroso fluttuare nel nulla.
Mai piu lo squillo di speranza,
mai la vocazione alla moralita',
ma solo a sensazioni irreali.
Lo stretto passaggio,
dell'eterno dilemma,
rimane socchiuso,
aspettando la foce,
sfogo e pace..

 

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