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Brevi pensieri veneziani

Il muro già mi sporca
di colore, gratta l'intonaco
pare grosso zucchero.

Le punte dei miei piedi
sempre veloci
tra ponti e calli
e poi ancora ponti.

Medito sollevata ai barbacani
le lunghe tele sporche impolverate.

Nel giardino dei Rezzònico
piccoli aranci pendulano
nell'umile dolce aroma siciliano
che si confonde - perso-
nel grano salino dal canale.

Il mare qua
ripiglia sempre tutto.

 

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9 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 07/06/2012 11:37
    rivisitazione di Venezia e di tutto ciò che la rende unica

9 commenti:

  • Raffaele Arena il 08/06/2012 00:30
    Una poesia che sembra un insieme di schizzi di colore, rende l'idea del tuo vivere in fretta, e anche in meditazione e riflessione. La trovo davvero piacevole! Un abbraccio.
  • Anonimo il 07/06/2012 15:09
    sembra un dipinto molto bella... versi che ci portano a... Venezia... brava Morry
  • alessandra moschella il 07/06/2012 14:30
    Tanti complimenti per questo delizioso quadretto e ti mando un po' di autentici profumi di Sicilia
  • Salvatore Maucieri il 07/06/2012 13:37
    Bella immagine di una spendida e unica Venezia. Complimenti sembra di essere li presenti... Ciaoooooooooooooooo
  • Anonimo il 07/06/2012 12:32
    Pensieri brevi e belli di chi il bel pensare ce l'ha tutto il giorno sotto gli occhi e gli umidi pensieri sotto i piedi. Tu dipingi quadri stupendi con quattro pennellate. ***** Franco
  • rea pasquale il 07/06/2012 12:23
    spontanea e bella.
    sempre brava.
    un saluto
  • vincent corbo il 07/06/2012 11:23
    Venezia, la più bella città del mondo, rende magico e umido e decadente tutto ciò che abbraccia, anche questi brevi pensieri in movimento.
  • tylith il 07/06/2012 11:05
    Bellissimo componimento capace di regalare al lettore una Venezia inedita che conquista, cattura e affascina, scritta in maniera magistrale è una tra le tue che preferisco!
  • Teresa Tripodi il 07/06/2012 11:05
    Molto bella Mariateresa, una descrizione che potrei definire saporita e profumata, una profonda metafora quasi trasormata nel male che fa il continuo camminare, ma poi alla fine il mare "ripiglia sempre tutto"

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