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... quando arrivava l'Estate

La bella "Stagione"
per Noi ragazzi,
arrivava
alla chiusura della scuola.
Quattro mesi
di Sole e Mare,
ozio,
ma anche ad inventare
una fonte di reddito,
cercare un lavoro,
possibilmente mattutino,
che ci permettesse
di guadagnare Lire
da spendere poi,
nel mese di Agosto.

Quell'anno,
girava voce,
che la Fiat,
per il lancio della Seicento,
aveva indetto un concorso,
mille targhe, veritiere,
trascritte e spedite
a Torino,
di quel modello
circolante sulle strade,
venivano premiate
con cinquecentomilalire.

Ai pochi semafori
esistenti,
agli incroci e strade
più importanti,
frotte di ragazzi,
notes e penna,
attenti a trascrivere
per vincere l'ambito premio.

Non ho mai saputo
se fosse vero o falso
quel concorso.

La mamma
ci lasciava dormire.
La sveglia arrivava
dai maestri scalpellini,
le "mezze pippe"
i manutentori
delle strade di una volta.
Con mazzetta e scalpello,

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2 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 08/06/2012 08:14
    Mirabile evocazione del tempo che non ritorna... sudanno si amava la vita... e oggi?
    CIAO EZIO

2 commenti:

  • karen tognini il 08/06/2012 08:21
    Bella Ezio.. ma non è una poesia dovevi inserirla nei raccconti...
    è uno spaccato di vita... molto ben scritto...
  • denny red. il 08/06/2012 06:11
    Un bell'insieme di tempi tempo memorie..
    Intensa Ben Scritta. Ottima.

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