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Il profumo di un'incontaminabile toga

Mi agito
nervoso eppur orgoglioso,
tra il fruscio superbo
dei vecchi codici su cui posai,
le impronte dei miei sogni ancora abbozzati;
all'orizzonte lei,
una dea che chiedeva,
di lasciarsi disegnare piano piano,
"sono la giustizia"
mi sussurrava solleticandomi
le orecchie e il cuore,
"sono la magistratura,
ti insegnerò a decidere,
con il tocco dolcissimo,
della vera, inattaccabile equità,
abbi fede in te,
e nella tua indipendenza di giudizio,
e non fare ch'essa sia mai sbranata,
dai cani ringhiosi della paura".
Decidere, già, decidere,
in questo mio quotidiano manicheismo,
talora lacerante,
dividere il mondo
in due spicchi esatti,
colpevoli e innocenti,
sapendo leggere anche le più flebili tracce
di drammi, indizi ed eventi;
Signore,
a interrogarmi non starò
sul perchè proprio me chiamasti a indossare,
una toga che fin da ragazzino,
disse di volermi amare,
solo desidero,
che la legge non mi abbandoni,
che mi sia custode fedele,
nella serenità delle mie decisioni;
perchè questo mio insidioso pronunciarmi,
non si avventi come iena,
sulla pelle di un povero innocente,
cui mai mi perdonerei,
di stracciare il futuro,
con l'insana presunzione del mio presente.

 

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9 commenti     0 recensioni    

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9 commenti:

  • cristiano comelli il 11/06/2012 21:29
    Grazie della come sempre preziosa riflessione, Salvatore, e ottima serata anche a te.
  • Anonimo il 11/06/2012 21:21
    Secondo me, il magistrato dovrebbe abbinare preparazione e missione insieme, tenendosi nel contempo al di fuori di simpatie di alcun genere e tenendo presente che perseguire la giustizia può anche voler dire mettersi contro i poteri forti.
    Per quanto ci è dato di conoscere, Falcone e Borsellino l'hanno fatto e hanno pure pagato di persona. Ma quanti sono i Falcone e i Borsellino nella magistratura?
    Se consideriamo poi che la verità giuridica si discosta spesso da quella reale, proprio per la capacità delle parti in causa di produrre prove false, aggiustamenti ecc. ecc. (e qua condannerei quegli avvocati che sostengono il falso insieme ai loro clienti) allora si può comprendere quanto difficile e serio sia il mestiere del magistrato e quanto importanza abbiano l'indipendenza, la passione, la coerenza e l'attenzione all'uomo in quanto tale e non all'uomo potenzialmente più ricco, più potente e importante.
    Buona serata Cristiano!
  • cristiano comelli il 10/06/2012 14:19
    Grazie, signora Loretta, devo però precisare che quell'io era impersonale, frutto della consueta opera di immedesimazione che cerco di compiere quando mi accosto alle altrui professioni; nella vita di tutti i giorni non esercito nella magistratura, semplicemente mi appassionava il tema. Grazie ancora e cordialità.
  • loretta zoppi il 10/06/2012 07:53
    Una bella poesia che riflette un cuore sincero.
    la magistratura è come una missione, troppi sono morti per la verità di giustizia per non definirla tale,è un'impronta divina, un progetto che tu hai saputo cogliere e conseguire con tutto l'impegno che ti è stato chiesto. Già questo fa di te un buon magistrato.
  • cristiano comelli il 10/06/2012 00:34
    Non c'è alcun bisogno di scusarsi, ci mancherebbe, io ho guardato alla sostanza del suo intervento che mi sembra di buon livello e quindi non posso che ringraziarla per l'approccio analitico ben documentato che lei ha avuto alle mie povere parole. Cordialità.
  • cristiano comelli il 10/06/2012 00:13
    La necessità di una riforma dell'assetto giudiziario, che condivido, non va comunque a intaccare la considerazione che si deve avere per il ruolo della magistratura; che poi alcuni pubblici ministeri abusino del loro potere nell'esercizio della loro funzione, questo fa parte di una deviazione dal naturale corso dell'ordinamento. A me poi risulta che il potere, secondo la tradizionale tripartizione dell'Esprit des lois di Montesquieu, sia ripartito in legislativo, esecutivo e giudiziario. Quello della magistratura è dunque a tutti gli effetti un braccio del potere. Che poi certe volte sconfini in ambiti non suoi, questo è censurabile. Ma comunque la magistratura detiene una funzione di potere indispensabile, lo dicevo anche prima, per il mantenimento della civile convivenza. Saluti.
  • Anonimo il 10/06/2012 00:11
    Scusa per gli errori: "privo" di quella legittimazione... ecc.
    "è disatteso" da una magistratura che si è fatta illegittimamente potere...
    Di nuovo saluti.
  • Anonimo il 10/06/2012 00:03
    Non vi è Stato senza giudici, in questo senso dobbiamo rispetto alla magistratura. Ma la magistratura non è un potere dello Stato, ma un Ordine autonomo (art. 104 della Costituzione) privi quindi di quella legittimazione democratica fondamento di ogni potere in una democrazia. Se dunque vogliamo degnamente ricordare i giudici Falcone e Borsellino dobbiamo porci serenamente nella prospettiva di una vera riforma dell'attuale asseto giudiziario. Il concetto che esprimi negli ultimi versi del tuo pregevole componimento troppo spesso sono disattesi da una magistratura (pubblici ministeri) che si è fatto illegittimamente potere. Saluti. Ellebi
  • cristiano comelli il 09/06/2012 21:52
    Della magistratura e dei giudici si dibatte spesso; in questi anni abbiamo tutti constatato come su di essa siano state sollevate diverse polemiche spesso di dubbio gusto. Non voglio inoltrarmi in un'analisi politica anche se, ovviamente, in materia ho le mie idee. Voglio semplicemente dire che la professione del magistrato, svolta seriamente, non è affatto semplice e spesso dà luogo a forti lacerazioni del cuore; non è sempre facile raccordare cuore e legge, anzi, è quasi sempre difficilissimo. Questa mia semplice proposta intende essere un tributo di riconoscenza a quei magistrati che quotidianamente svolgono il loro dovere spesso rischiando la vita: pochi giorni fa abbiamo ricordato i due angeli Falcone e Borsellino, ecco, già il loro esempio basta e avanza a far comprendere che nella magistratura bisogna riporre fiducia come elemento di garanzia, almeno nella maggior parte dei casi, del mantenimento della civile convivenza all'interno del consorzio sociale. Cordialità .

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