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Guardando il cielo

Nel grigio inverno spinoso
matite d'ambrata nebbia
disegnano arcane figure
nel niente del vuoto più pieno.

Il divin velluto
ricamava bianche tele
esplose in strappi cobalto
del pressante infinito.

Le note di quelle arpe,
da cori spietati servite,
urlavano all'ignoto
macchiato d'inganno.

Utopistiche favole
leggevo in quelle onde
e affondavo in sospiri
stroncati dal vento.

E ad occhi bendati
riconoscevo il rabbuiarsi
delle mille vittorie
incise nel cielo.

 

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3 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Anonimo il 14/06/2012 15:08
    Testo ricco di immagini e introspezione. La vista del cielo offre un ventaglio di sensazioni infinite, ognuna correlata al diverso sentire dei poeti. La descrizione di questo "evento" acquista nel testo tocchi di mistero frammisto a realtà. È uno stato d'animo insieme contemplativo e riflessivo ciò che ne scaturisce a fine lettura.
    Entrando nei particolari della stesura, se posso, non mi convince l'andamento dei verbi, dapprima (nella prima quartina( coniugato al presente e successivamente sempre al passato. Può essere una scelta dell'autore, motivata, ed in questo caso mi scuso con lui per l'intrusione.
    Ciao
    Aurelio
  • Rocco Michele LETTINI il 14/06/2012 14:59
    Guardando il cielo... il Tuo meraviglio sognar... in un mirabile verseggio...
    BRAVO ANDREA... CIAO

3 commenti:

  • Anonimo il 16/06/2012 11:27
    bellissime metafore... descrizioni piene di dovizia di particolari... complimenti caro amico
  • Grazia Denaro il 15/06/2012 16:11
    Una bella lirica con versi scorrevoli ed esplicativi!
  • Vilma il 14/06/2012 13:50
    dire che è stupenda è dire poco, complimenti