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Lo scherzo

L'ultima goccia ha fatto
un buon lavoro.
Da quando è caduto il vaso,
il balcone è diventato
più rumoroso d'un vespaio.

L'ora dell'addio
non è ancora arrivata,
il vecchio chiude
in una scatola di bronzo
tutta la sua saggezza.
È stato un buon cristiano,
nonostante tutto.

Fuori, il tempo
sembra reggere bene
i colpi della bassa pressione.
Due ragazzini sudati
si scambiano figurine
al centro della piazza.

Il letto è sfatto,
l'uomo aspetta senza fretta
la figlia del moribondo.
C'è un corridoio,
e ci sono tre stanze.
I rantoli non sanno
arrivare tanto lontano.

Il cornuto si lecca i baffi,
si siede sulla poltrona di pelle,
carta e penna
per fare quattro conti.
L'eredità è consistente.
Altri tre o quattro giorni
e poi verrà il momento
di mandare a chiamare il notaio.
Rose e fiori
per il resto della vita.

Il vecchio guarda un ragno
appeso al muro,
usa l'occhio buono
per giocare insieme a lui.
Un saliscendi senza senso.
Il dottore non sa far altro
che scambiare per delirio
quell'improvvisa allegria.

Lo scherzo, ormai

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1 recensioni:

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  • Andrea Pezzotta il 16/06/2012 11:24
    Un ottima poesia e concordo anch'io con Carla nel dire che ricorda molto il malato immaginario di Molière

1 commenti:

  • Anonimo il 16/06/2012 10:57
    beh direi proprio uno scherzo con tutti i crismi... ben scritta...
    mi ricorda Molière nel malato immaginario...

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