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Il pollo (sonetto petrarchesco)

C'è stato un tempo (e non è ancor finito)
in cui son stato nei guai fino al collo
un tempo andato, sfumato nel mito
anche se già più non ero un rampollo.

Con me il destino si è un po' divertito
mentr'io son stato un emerito pollo
ancora adesso ci penso stranito
ma sempre sopra al mio instabile stollo.

Certo ben vedo "come al popol tutto
favola fui gran tempo" eppur perdente
sempre e comunque lucido e cosciente

non me ne pento e ostinato ribatto:
sono orgoglioso di ciò che ho azzeccato
ma anche (e di più) di come ho sbagliato.

 

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3 recensioni:

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  • Verbena il 09/12/2014 01:43
    Endecasillabi con rime scelte e particolari per descrivere una interiorità maldestra ma che compiutamente appaga. Molto interessante.
  • loretta zoppi il 17/06/2012 20:06
    Un sonetto sincero che si fa amare come un buon vino. Apprezzato per la forma e il contenuto, di aroma e gusto fruttato e luminoso di invecchiamento, colore rosato stimola il palato. Etichetta fondamentale per gustare fino in fondo questa lirica frizzantina.
  • Rocco Michele LETTINI il 17/06/2012 19:33
    Plaudo il sincero che è in te...
    "sono orgoglioso di ciò che ho azzeccato
    ma anche (e di più di ciò che ho sbagliato"...
    Mirabile chiusa... d'un sonetto eloquente...
    CIAO MAURIZIO

12 commenti:

  • stella luce il 23/06/2012 08:19
    bella e piacevole... mai pentirsi di nulla, anche gli errori portano ad un insegnamento...
  • Anonimo il 22/06/2012 14:25
    Petrarca non l'ho mai apprezzato fino in fondo (tra le "Tre Corone", ho sempre preferito lo sboccato Boccaccio!), ma il riuscire a ricostruire un sonetto degno della sua abilità mi piace! Bravo mauri, due quartine e due terzine che raccontano la capacità di sbagliare e di non ripetere lo stesso errore, anche se non smetteranno mai di esserci!
  • mauri huis il 19/06/2012 18:34
    caro Jama hai proprio ragione, infatti prendo questo ottimo consiglio e lo faccio mio. Tenkyu verimuc!
  • - Giama - il 19/06/2012 14:55
    ciao caro,
    l'avevo letta di primo mattino, ovviamente compiaciuto e soddisfatto; facendo mia questa tua poesia, io avrei chiuso in questo modo:

    non me ne pento e ostinato ribatto:
    sono orgoglioso di ciò che ho azzeccato
    ma anche (e di più di "come" ho sbagliato.

    perchè a mio parere è importante il "cosa" si è vissuto, ma altrettanto e forse più il "come" lo si è fatto... nel bene e nel male...


    Sempre un piacere rivederti e condividere questi spazi!

    un abbraccio!
    gia
  • salvo ragonesi il 19/06/2012 12:45
    ogniuno di noi è responsabile delle proprie azioni specie quando non è più un rampollo tutti abbiamo qualcosa da rimproverarci ma senza piangerci sopra, purtroppo. bella alla luttura piaciutissimaaaaaaaciao. il vecchio salvo
  • PIERO il 18/06/2012 16:28
    Concordo decisamente con la recensione di Loretta: peccato che Mauri sia astemio e non la possa apprezzare fino in fondo...
    Di mio dirò che: intanto fa sempre piacere imparare una parola nuova (stollo) e poi, pur non conoscendo l'oggetto dello "sbaglio", mi viene da incitare l'autore come un tifoso, molto di più che agli europei di calcio!
  • Alessia Torres il 18/06/2012 15:04
    Simpaticissimo sonetto, costruito con abilità indiscussa!
  • Ellebi il 17/06/2012 23:57
    Direi, versi ben riusciti, brillanti. Complimenti e saluti.
  • sergio il 17/06/2012 18:58
    molto bello e come sempre lodi al maestro.
  • Vilma il 17/06/2012 18:22
    che sonetto!!! mi piace...
    lo so ... ma chi è che non fa errori?
  • Teresa Tripodi il 17/06/2012 18:09
    potresti sembrare un piumato che fa chicchirichì... ma non è cosí... la chiusa ne è testimone... di errori o orrori ne facciamo tutti... gli errori sono di chi li fa ed i piú belli son quelli che ancora aspettano di essere fatti... su galletto non fare il pollo allo spiedo.
  • loretta margherita citarei il 17/06/2012 17:59
    molto apprezzata, piaciutissimo sonetto

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