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L'estate

i fulgidi raggi dell'aurea stella
svelan le trame del pigro mattino
quando la giornata già si ribella
seguendo il sentier dell'uman cammino.

l'aria rovente che il dì suggella
entra nell'afoso e caldo stanzino,
s'ode il respir della stanca donzella
che sogna l'alba del proprio destino.

ansia e noia sovrastan le cime,
il suo corpo a fatica si difende,
l'estate cesserà ma ora opprime.

rovente è la vita, l'angoscia offende,
accompagna il mortal e lo deprime
sino al confin che sulla via risplende.

 

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3 commenti:

  • mauri huis il 30/06/2012 22:42
    Bravo Sergio. Un bel sonetto questo tuo con solo qualche dubbio sul 9° verso che sembra un decasillabo. Hai perso un po' dello stile "antiquo" che ti contraddistingueva, ma vedrai che col tempo se vorrai ti ritornerà intatto. Complimenti e a presto.
  • loretta margherita citarei il 18/06/2012 21:07
    molto ben scritta, molto musicale, bravo
  • Alessia Torres il 18/06/2012 15:17
    Sembra una filastrocca...
    Gioviale e musicale canto all'estate!