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Non è pace questa

Periscono ancora, laggiù
sotto le valli del medi oriente,
sotto l'eterno vibrare degli
spari del mondo, come pugni
che ledono il cuore di un fratello;
regna come d'un fiotto
l'amore dello sperpero,
l'oggetto con la quale
giocano non appassionati
gli avidi uomini che sognano
nuovi giochi da rendere malati.
Forse l'avanzo della tavola
bandita da altri camerieri
troverà dimora nei caldi
stomaci dei nemici scelti
dall'impero, senza l'odio
verso essi non si potrebbe,
di certo, alimentare lo sbarco
degli uomini crollati come morti!
Delirano ancora, laggiù sotto
le volute della religione occidentale,
sotto le infide parole che dettano
legge e consumismo : " Italia, Europa
a kabul", benedì l'orribile cardinale!

13 Ottobre 2010

 

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2 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 18/10/2016 11:38
    Molto apprezzata e piaciuta questa tua straordinaria davvero.
  • Anonimo il 22/06/2012 22:11
    Lirica lodevole ed originale complimenti

2 commenti:


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