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La palude

Una barca avanza lenta
tra acque marce e canneti
nel bosco della Mesola,
un gabbiano la segue
pigro, alla ricerca di cibo
più in là, seminascosto
c'è Carlo, in attesa,
con il sovrapposto carico
segue il corso d'acqua
attento a non scivolare
nel fango della palude,
il bracco annusa l'aria
poi scompare nella macchia
abbaia e saltella in mezzo all'acqua
facendo sollevare le anatre
che vi si nascondevano.
Il cacciatore li guarda appena
oggi ha altro per la testa;
le ombre tristi della morte
soffiano leggere su quelle lande.

 

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5 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 20/06/2012 07:01
    Un cortometraggio a l'aperto... reale corredo...
    BRAVO SALVATORE... CIAO

5 commenti:

  • Anonimo il 08/11/2012 20:16
    Più leggo le sue opere e più scopro esiste della poesia che fa invidia a grandi quadri. I miei complimenti. Saluti da USC
  • mariateresa morry il 25/06/2012 11:49
    Anche tu caro Salvatore, non scherzi a capacità pittorica ed introspettiva.. Bello il boscone della Mesola... il cacciatore pensoso, il cane che spaventa le anatre nell'acquitrino. i sono molto cari questi paesaggi ai margini del Po.. Bravo, pur essendo tu siciliano, hai colto davvero lo spirito di questo posto!
  • Anonimo il 21/06/2012 20:22
    bravo salva eccellente poesia bellissime descrizioni che ti fanno sentire parte integrante della poesia... molto apprezzata...
  • salvatore maurici il 20/06/2012 09:18
    Caro A... mico ti scrivo. Ho vissuto diversi anni in questi posti; bellissimi putridi e pieni di violenza il tutto immerso in una natura bella e ricca di ogni specie. bellissimo ed inimmaginabile il volo delle folaghe tra gli acquitrini. Moilti anni fa un provvidenziale incidente di un camion ha rovesciato sul posto dei bufali, non so se vivono ancora. Nemmeno io sono un cacciatore, lo era il mio amico che non è più.
  • Anonimo il 19/06/2012 23:53
    Di questa poesia mi piace il tono, l'atmosfera, anche perchè conosco il bosco di cui si parla, e conosco e frequento la "palude", che poi sono le lagune, i canali e gli acquitrini
    di fanghi "marci", barene le chiamiamo da queste parti, e tuttavia il significato di essa mi resta nascosto, non mi torna infatti "Il cacciatore li guarda appena", cosa guarda il cacciatore esattamente? barca e anatre insieme, forse, ma poi misteriosamente: "oggi ha altro per la testa", poi le ultime due righe che danno completezza e bellezza, appunto, all'atmosfera dell'intera poesia. (tuttavia io non sono un cacciatore). Saluti e comunque complimenti. Ellebi

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