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Pesce e preghiera nel libero arbitrio

Un pesce chiedeva aiuto
dal fondo di un acquario muto
- s'era inceppato il motorino
e non filtrava -
Voleva un loquace questionario
dove il facile sì e no
bene alternato
gli riportasse il brontolìo
dell'acqua depurata
dal mangime digerito
e da quello non mangiato.
Ma le domande sfuggono ai questionari
e si disperdono come fumo
da serrature chiuse come pugni serrati
e per niente stagni
di locali dove vigono divieti assoluti
- ah, il dolce divieto di fumare -
per non intristire ancor più i disperati
e non arrecare il minimo fastidio
a chi beatamente ride
davanti a un caffè.
- Beati, beati
saranno chiamati i poveri veri
che non si lasciano infastidire,
intimidire, e trovano persino
nella sofferenza il sollievo... -

Beh, non sembri strano
che si tratti forse di un pesce cristiano,
di un cristo fatto a pesce non a caso,
un ichthùs dall'aspetto umano
Un Dio quasi direi pertanto
A cui implora il brontolìo
Dal fondo dell'acquario muto
Un Io

 

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3 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 22/06/2012 19:09
    Verseggio aperto all'osservazione prima e alla riflessione dopo... corredato ad arte...
    BRAVO NICOLA

3 commenti:

  • Giuseppe ABBAMONTE il 05/08/2012 10:25
    Nicola
    il tema e l'originalità dell'esposizione rende questa composizione davvero toccante.
    Giuseppe
  • loretta margherita citarei il 22/06/2012 20:31
    bella metafora profonda poesia apprezzata
  • Anonimo il 22/06/2012 17:38
    sentita e toccante lirica, bwn stilata ... metafora forte molto bravo

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