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Il teatro di Mangiafuoco

Si muovono dall'alto
fili invisibili
conducono il gioco
di mani schiave.
Uomini senza testa...
senza storia...
senza idee...
essere inutili
in una sola parola.
Nessun sibilo
dalla timorosa bocca...
il direttore s' incazza
se osano solamente
alzare il capo.
Signorsì, sissignore...
sì Capo...
si Padrone...
sono questi
gli unici vocaboli pronunciati.
Per il resto
tutte le marionette
eseguono i movimenti,
apparentemente liberi,
ma indotti di nascosto
dal grande Burattinaio.
La loro inquietudine
è mascherata da falsi sorrisi
costretti e ristretti.
Mangiafuoco
con la testa unta e calva
e un evidente cerone
che nasconde le rughe
vuole la perfezione...
la sua perfezione.
Guai a chi fiata.
Sembrano tutti automi
programmati
per non aver coscienza.
Marionette trasparenti,
più o meno chiassose,
per loro soldi e successo,
ma sempre attaccati con una spina
alla vita del Padrone.
Se lui scomparirà...
tutto il mondo del teatrino di Mangiafuoco
verrà distrutto.
E loro cesseranno tutte di esistere.
Ma per il momento
lo spettacolo va avanti...
c' è chi ride,
c' è chi piange,
c' è chi urla e inveisce
a difesa del Benefattore.
Questo è il paese dei Balocchi
che ha partorito somari senza orecchie.
Ma non importa...
l'unico interesse
è che la gente distratta
si diverta
tra un Bunga Bunga
e una lap dance.
O a fare un trenino tutti ignudi.
Mangiafuoco se la ride,
e guadagna.

 

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5 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • silvia leuzzi il 23/06/2012 22:30
    Il poeta utilizza l'inflazionata favola di Pinocchio, che già di suo era un'allegoria della vita, per rendere più visibile la tragedia in cui versa la nostra nazione. È difficile sradicare il berlusconismo, perchè ha contaminato tutti. Solo la poesia e l'arte tutta possono salvare questa nazione dal grande burattinaio

5 commenti:

  • loretta margherita citarei il 23/06/2012 17:59
    apprezzatissima molto vera
  • Luke83 il 23/06/2012 16:14
    bella... e purtroppo tristemente vera. complimenti
  • Anonimo il 23/06/2012 14:05
    Speravamo -ma non tanto, conoscendolo!- di non sentir più parlare di "lui", almeno in modo da dovercene occupare... e invece eccolo che rispunta, più sfrontato di sempre. Il peggio, però, non è stato e non è lui, sono, come ben dici, i suoi servi stolti. Gli altri, tuttavia, che non si accontentino solo di recriminazioni: i tempi sono difficili, è urgente essere SERI.
    A proposito: vedo che anche tu non disdegni il parlar politico attraverso la poesia. Perchè non è efficace solo quella "dolce": spesso lo è anche di più, in tutti i campi, quella amara. Purchè veramente sentita. Grazie.
  • Alfredo Di Cola il 23/06/2012 10:43
    Apprezzo molto Edoardo Bennato anche se l'ispirazione me la diede una foto su internet di Mangiafuoco che manovrava fili con persone attaccate sotto: Ma come puoi bene immaginare l'ho scritta nel periodo berlusconiano anche se in fondo le cose non sono assolutamente cambiate
  • Anonimo il 23/06/2012 08:23
    bella questa poesia che ruba il titolo e qualche richiamo ad una popolare canzone del nostro cantante partenopeo Edoardo Bennaato scritta però adottando come soggetto la storia dei giorni nostri e con uno stile tutto suo. Realistica denuncia e piacevole stesura

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