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Equa zecherè (Nulla da ricordare)

L'inserviente Eritreo ha un sogno
celato tra le dita ed il domani,
lasciato soffocare tra i fumi del mai.
L'inserviente Eritreo osserva la gioventù.
La sua, l'ha smarrita dalla tasca della vita
in una notte d'ottobre,
tra il vento e le onde di una necessità.
I suoi occhi,
candele consunte alle tenebre,
ritrovano in ogni volto la loro gente,
in una notte d'autunno dovuta abbandonare.
E la sera stretto alla fedele malinconia
Osserva chi, con banconote di piccolo taglio
ed uno slancio d'utopia,
affitta la felicità.

 

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