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Gugol

Per sapere come cresco ogni giorno interrogo lo specchio:
vado su gugol e ci batto il mio nome e cognome.
Lì mi mescolo e distinguo al tempo stesso con chi ce l'ha uguale:
un batterista ossesso, un magistrato chiacchierone e, mah, anche un artista.
Ma a me interessa scrutare se il mondo ha fatto o detto
(che poi non cambia molto, perché tra il dire e il fare
non c'è di mezzo il mare) di me proprio di me,
confezionando il mio abito talare
di gran cerimoniere di me stesso.

 

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5 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 08/07/2012 15:05
    Il mio plauso per lo Tuo simpatico e schietto versicolato... e per lo nostra calamita del tempo... lo Tuo Gugolllllllllll...
    CIAO NICOLA
  • Anonimo il 08/07/2012 12:47
    Deliziosa lirica sul cambiamento dei tempi e del modo di rapportarci col mondo. Complimenti.

5 commenti:

  • Giuseppe ABBAMONTE il 05/08/2012 10:29
    A parte la genialità della chiusa, è l'intera composizione ad essere gradevole. Chi di noi non è mai andato su "gugol" per vedere se digitando il proprio nome e cognome non venisse fuori qualcosa? Rimanendo forse deluso o forse contento di quanto ha trovato. E, in effetti, Nicola descrive bene questo piccolo peccato di vanità in cui, credo, ciascuno di noi è caduto almeno una volta.
    Giuseppe
  • loretta margherita citarei il 08/07/2012 17:07
    molto apprezzata complimenti
  • Vincenzo Capitanucci il 08/07/2012 12:53
    Aspettando... Godot... mi guardo sullo specchio di Gugol...
    Bellissima riflessione... Nicola... dei tempi di oggi...
    Oddio quanto son bello in questa abito talare..
  • vincent corbo il 08/07/2012 11:34
    Bisognerebbe riflettere su questa composizione: i tempi cambiano, tutti si mescolano con tutti, il nostro essere individui sembra vacillare.
  • Anonimo il 08/07/2012 11:28
    Eh si!... Gran paraculo simpatico questo Gugol. Bravo Nicola.***** Franco

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