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Finis terrae

Il lembo di quest'ultima terra,
dove profumi e colori si confondono,
dove suoni e risate ballano insieme,
dove sole, vento e mare cullano gli uomini;
il lembo di questa propaggine nell'orizzonte
rende la malinconia più tenue,
aggiunge al cuore un amore sconfinato,
illumina il viso di un sorriso gratificante.

Qui è la sensazione di un'estate continua,
di una rilassatezza dell'anima,
che porta gli occhi a riempirsi d'emozione
di fronte agli sterminati oliveti che
hanno voglia di gettarsi nel profondo blu.

Qui nei pomeriggi assolati e silenti
all'ombra del Barocco
si ascoltano ancora i pesanti passi
della Magna Grecia, di Roma caput mundi
e di un Medio Evo favoleggiante,
tutti raffigurati sulle facciate polverose delle chiese.

E i mille paesi che si rincorrono tra loro,
uniti ancora dal ronzio ritmato
della motoretta degli urlatori della frutta,
vivono col sangue pieno di pizzica-pizzica e vino novello;
e le stradine in pietra di basolato conducono
nella vita di un tempo che fu,
fatta di piccoli artigiani del legno.

Il lembo di questo dolce lamento
si chiama Salento.    

 

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1 commenti:

  • salvo ragonesi il 14/11/2012 12:18
    belle sensazioni che solo noi del sud riusciamo a vivere. molto emozionante. salvo

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