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Ad ovest

Siamo nel bel mezzo
di un percorso di guerra:
l'hanno appena detto sul terzo canale.
Il buongiorno stavolta
non si vede dal mattino.

Anche se di bandiere ne abbiamo
più d'una, arrotolate da qualche parte,
il sogno che cullavamo da bambini
si è sciolto lo stesso, come neve al sole.
Solita storia, solito luogo comune.

I mali contro cui lottiamo
sono talmente tanti,
più dei mulini a vento delle fiandre,
più delle gocce di sudore
che ha buttato al vento quel ciclista
ieri, su una maledetta salita
di una montagna qualunque.
Un disastro. Lui è caduto sul più bello,
noi perderemo tempo
perchè non c'è mai stato
niente tra cui scegliere.
Partiamo, sarebbe un'idea divertente.

L'unica fonte di sollievo
è lo squarcio sulla collina,
che lascia via libera
al generoso vento di maestrale.
L'occhio del ciclone
si è spostato di qualche
centinaio di miglia.
Domani andrò ad ovest,
insieme a tre compari.
Decideremo sul posto
quale sventura sgamare.

La rivoluzione non si farà mai,
il meraviglioso colore della speranza
s'è disfatto, con deliziosa lentezza.
Lo sappiamo, ma stiamo zitti.
Manteniamo ancora
un certo contegno, non si sa mai
nel bel mezzo del cammino
dovessero chiederci chi siamo.

E coi ladri di merendine
come la mettiamo?
Il più timido accende la radio.
A tutto volume,
la strada per il momento è in discesa.
We are the champions my friend...
la solita menata.
Peccato che non sia decappottabile
questo rottame grigio fumo.
E che non ci siamo portati appresso
un paio di quelle ragazze tutto pepe
che mostrano le tette dal finestrino.

 

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5 commenti:

  • mariateresa morry il 27/07/2012 21:43
    Mi è piaciuta tantissimo, Salvatore... il tuo modo di dire che porta sempre molto lontano, con una filosofia tutt'altro che spicciola, tessendo assieme ironia, malinconia, un apparente ( poco poco)menefreghismo e ancora voglia di vivere! Bella
  • Maria Luisa Melo il 14/07/2012 15:14
    Sì... c'è ammarezza... e una quasi sconfitta... ma non è tutto finito... e perduto... c'è ancora l'OVEST... IL SUO SOGNO se, se in noi c'è quella SCINTILLA DI UMORISMOO IRONICO CHE TI ASSUGA LE LACRIME E TUTTI ISUDORI...
  • Fabio Mancini il 13/07/2012 21:54
    Gli ultimi ed i penultimi eventi ci insegnano che la storia dell'umanità non cambia fin tanto che l'uomo rimane identico a se stesso. Così l'egoismo talmente radicato nell'uomo, si trasmette di generazione in generazione. Chi sopravviverà? Sopravviveranno i forti, i potenti, i ricchi ed i prepotenti, ma quando anche costoro moriranno, questi raccoglieranno i frutti del loro operato. Esiste, poi, un altro tipo di sopravvivenza legata più alla spiritualità ed al senso della vita, piuttosto che alla materialità esistenziale. Penso alla lotta che molti devono fare contro la banalità e il successo facile che premia la bellezza conquistata a colpi di bisturi che riconosce le carriere senza talento costruite grazie agli scandali e alla corruzione. Penso agli uomini di potere che possono dire quello che vogliono, senza che paghino una sola volta le offese e le calunnie arrecate. La Giustizia però arriverà per tutti, ma solo i più piccoli si salveranno! Ciao, Fabio.
  • viktor il 13/07/2012 18:28
    Più che una poesia sembra il testo di una canzone dell'epoca del beatnik. Però senza quella rabbia tipica del tempo. È un po' come se Kerouac o Bob Dylan si fossero rotti gli ammennicoli di protestare. Butta la chitarra, cambiati i jeans, tagliati barba e capelli e partiamo per l'isola che non c'è. Forse facciamo a tempo a incontrare Peter Pan, o forse se siamo fortunati John Holmes ci lascerà le briciole di qualche sua nottata. Ma si, chissenefrega. Siamo vivi... tanto basta. Però però però, parafrasando il titolo di un libro della scrittrice americana Erma Bombeck: "Se il mondo è un piatto di ciliegie, perché a me solo i noccioli?".
    Buon Viaggio, Sal, e se incontri Bob Dylan fatti fare un'autografo, poi ti mando il mio indirizzo
  • loretta margherita citarei il 13/07/2012 16:58
    profonda fa riflettere, ciao salva

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