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Baciando quell'infinito silenzio

Chissà cosa raccontano queste panchine
Questo cemento intiepidito dal sole tenero
che filtra dalle verdi foglie

E questi stanchi e saggi arbusti
cos'hanno visto incidersi sulla loro pelle
cullati dall'eterna carezza del vento.

Cos'hanno da regalare ancora?

Teneri ed appassionati baci avranno spiato
e devastanti notti di giovani deliri
e luridi e sudati orgasmi spasmodici
e tramonti di latrati e lamenti
di lacrime e risa.

E malinconico si insinua
il fremere di quel maledetto desiderio
che sguscia sotto la pelle
e scorre nelle vene
per assaporare,

sia essa tanto dolce
o aspra come agrumi acerbi,
tutta la vita che quei robusti rami hanno odorato.


Baciando quell'infinito silenzio.

Danzando al tempo del cinguettar dei cardellini.

 

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3 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 16/07/2012 21:32
    Ritrovo del mio vivere nei Tuoi melanconici versi... anche questa passa dal cuore... prigioniero di un presente che non sorride...
    CIAO LAVINIA
  • STEFANO ROSSI il 15/07/2012 22:15
    Che dire! una poesia davvero splendida. Dall'inizio alla fine con un ritmo quasi assordante, mi ricorda Ginsberg.

3 commenti:

  • Lavinia Pini il 17/07/2012 13:53
    Grazie a tutti!
  • augusta il 17/07/2012 13:43
    trovo che ha ritmo... brava...
  • Lavinia Pini il 15/07/2012 22:23
    grazie Maestro! ahah
    diciamo che Ginsberg è uno dei grandi che riescono ad ispirarmi!
    c'è sempre da imparare comunque..
    Manco di qualche commento alle tue di poesie.. le sto leggendo una a una (anche se alcune le conoscevo già!) ma a breve ti tappezzerò la bacheca
    ah.. fra ninnole e nannole sono arrivata a quota 8 poesie scritte e pronte ad essere pubblicate eh.. prima o poi le pubblico tutte!
    Merci

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