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Al Dio metropolitano

Quando alla mattina il portone si apre,
il rumore annuncia il giorno che nasce,
alle pendici degli alti palazzi,
fra il disordinato marciare dei passi,
nello scorrere lento sull’asfalto rugoso.
Allora cerco un motivo
una ragione per spingermi avanti
fra il fitto incalzare dei clacson
e le nuvole di ossido azzurro.
Mi aggrappo alle antiche preghiere
e mi affanno a cercare un altare.
Giungo le mani e prego, 
incerto nell’ossessivo rituale.
Il sole filtra fra i tetti,
i raggi mi piovono accanto,
forse qualcosa si muove,
oltre a tutto quel poco che vedo.

 

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1 recensioni:

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  • Ferdinando il 25/10/2016 09:57
    apprezzata... complimenti.

11 commenti:

  • Raluca Ratiu il 27/04/2009 19:29
    molto bella!!
  • Gabriella Salvatore il 08/02/2008 09:05
    mi piace molto questa ricerca di "raccoglimento" nel frenetico caos metropolitano Bravissimo
  • Cinzia Gargiulo il 29/10/2007 09:39
    Si, qualcosa si muove e nel finale un filo di speranza appare...
    Mi piace.
    Ciao
  • Antonella De Marco il 12/07/2007 16:41
    Frammenti di vita metropolitana, che raccontano inquietudini, che spingono alla ricerca di "un motivo"... Nel finale intravedo una nota positiva. Mi piace
  • Duccio Monfardini il 05/07/2007 15:43
    mi piace ciò che dici, un po' meno il tuo stile. ciao, duccio.
  • roberto mestrone il 04/07/2007 21:34
    ... In cerca di pace nella morsa ossessiva della città.
    Pensieri suggestivi.
    Bravo!
    Ro

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