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Ricordo lontano

Folata d'un vento che pur spento,
su banchi di fango m'addormento
dissi, quel che t'amo rende in me l'ebrezza.
Tace! Ma odo parole;
sul niente mi siedo
pe' l'arsa tristezza,
gelata sei;
sussurra quasi non sente quel niente che odio.
È tardi rende in me solo quel che dona una carezza
non contenta su quel silenzio spargi funesta tempesta.
Ero caduto fra le tue folli mani;
sudai d'un rancore
e così d'un tratto non potei rimembrare il tuo odore.

 

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1 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Anonimo il 22/07/2012 14:34
    mi piace questa contapposizione tra caldo e gelo... rende molto bene l'idea dell'abbandono...
  • Rocco Michele LETTINI il 18/07/2012 17:24
    SUGGESTIVA NEL SUO TOCCANTE LA CHIUSA...
    MIRABBILE VERSEGGIO... CIAO FRANCESCO

1 commenti:

  • Francesca La Torre il 09/08/2012 09:15
    Bella, ben scritta e decisamente di tocco poetico. Piaciuta.

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