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Io ti dissi di gustare il palato

Il tuo corpo ha paura,
teme l'onda che giunge,
irriguardosa follia
che travolge.


Quando cade poi il buio
la mia voce conduce
lieve frullo di un'eco,
distante.


La parete ora è ruvida alcova
Il riflesso ha schiena che gronda
e le mani,
come ali che spiccano un volo.

Io ti dissi di gustare il palato, l'emozione,
hanno l'aspro sapore di bosco
e di umida terra il tuo senso,
lieve, come petalo rotto.

Tacqui allora, sul finire del vento
e rotolammo come fragili foglie
che dei rami sfuggiti all'inverno
divennero alba e tramonto.

Siamo laceri adesso,
rimasugli di scaglie dorate
con i lembi imbrattati di mare
sul finire del giorno, un viale.

 

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5 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 19/07/2012 09:33
    Quartine d'intensa poesia...
    Ammaliante nel corredo di emozioni...
    CIAO MANUELA

5 commenti:

  • Raffaele Arena il 03/08/2012 21:39
    Mai banale. Sempre piacevoli letture. Non so cosa aggiungere se non tanti risatine e applausini e cuoricini! Brava!
  • Manuela Magi il 20/07/2012 00:16
    Grazie dei vostri commenti.
  • angela ambrosini il 19/07/2012 15:18
    bellissima le mani che spiccano il volo stupenda.
  • Tony Golfarelli il 19/07/2012 10:48
    bella, piaciuta ma è un peccato che "Siamo laceri adesso,
    rimasugli di scaglie dorate"
  • Anonimo il 19/07/2012 10:17
    Alcune poesie ti piacciono e non sai spiegarne il perché ma devi farlo!!! è intensa di immagini speciali... quel " petalo rotto " poi... mi pare abbia il senso di un incipit folle d'amore e poi arriva il suo tramonto. Ognuno coglie a suo modo, lo so. Comunque è un immenso piacere leggere i tuoi versi!

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