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L'obbedienza del figlio maschio

Questa smania
ha qualcosa a che fare
con le parole,
me lo dice uno dei sensi
più sviluppati.
Non vorrei spingermi oltre,
forse l'atto creativo
non c'entra per niente.

Sono successe
tante di quelle cose
da quella meravigliosa alba
d'agosto, e venticinque idee
che erano in prima linea
ora sono allo sbando.
Si potessero esiliare,
le avrei mandate
a svernare sul mar Nero.

C'è chi mi sbandiera ancora
sogni di libertà,
e chi mi seduce,
mantenendosi all'ombra,
lontano almeno sette miglia
dalla mia intenzione di movimento.
Io osservo il volo degli uccelli,
e prendo nota.
Scrivere è anche questo,
spreco di tempo.

La cronaca quotidiana
ha un certo non so che
di banale, come quando
senti certi vecchi che parlano
del loro meraviglioso passato.
Sono sempre meglio
i tempi andati,
perchè nessuno può
andare a controllare.

L'obbedienza del figlio maschio
è fuori discussione:
porta il nome ed il blasone.
Anche quando capita
che la casa cada in rovina,
e crolli una buona parte del tetto.
Troppo spesso le mie storie
hanno succhiato ipocrisia,
insieme all'aria buona di provincia.

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2 commenti:

  • loretta margherita citarei il 28/07/2012 15:36
    molto apprezzata complimenti
  • Teresa Tripodi il 28/07/2012 11:39
    Racconto di quello che fu... poi adesso cosa diviene? chi crede di esser meglio perchè magari obbedisce a chi a cosa... o solo apperenze... chi può decidere questo degli altri o gli altri per noi? ... davvero una riflessione molto profonda

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