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Di rado sorrido dal cuore

In quàle incubo sono finito,
che continuo a saltar rospo
e il lago è diluito.

In quale inganno, mi hanno costruito
che senza corrente
vago semispento, con pile scariche.

Tra caldo, che non ho più voglia
e forze deformate deformanti
di un identità mai avuta

solo sognata. Da poco amore.

 

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2 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 02/08/2012 21:38
    Carpire il tuo dolore... non è una montagna invalicabile...
    Coraggio... ognuno porta la sua croce più o meno grave... non lasciamo ridacchiare l'insensibile... Ne ho di esperienza... e solo proseguendo "pur ferito" ho ritrovato un posto nella vita...
    TOCCANTE NEL SUO VERO COTANTO SENSIBILE VERSEGGIO...
    BUONA NOTTE RAFFAELE

2 commenti:

  • Janco B. il 02/08/2012 22:02
    Sempre trovate incisive le domande, diciamo semiretoriche, che ambirebbero a battezzare un delirio...
    Gradita e sentita assai l'opera, mi rimane da capire se 'sta benedetta identità la vogliamo eliminare o no, oppure sì ma poi la avvertiamo così funzionale alla conoscenza carnale che è proprio un peccato...
    buh
  • Anonimo il 02/08/2012 20:59
    Caro Raffaele, intanto un grande abbraccio, spero sia tutto ok ; questa tua lirica sembra apparentemente distaccarsi dal tuo stile consueto: non colgo qui la lieve ironia, non c'è qui il linguaggio svelto e ridente - naturalmente qualcosa del tuo "marchio" emerge, come l'immagine prosaica del rospo o delle pile, e il gioco etimologico "deformate deformanti" Il titolo poi dice tutto: sorridere dal cuore, sinceramente, quando magari ci si sente soli e si disimpara ad amare, è davvero difficile.. Mi auguro che la mia lettura non sia troppo seriosa o erronea. Un abbraccione.. dal cuore!

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